Come è noto, sono sufficienti 30 minuti al giorno di attività fisica per ridurre il rischio di infarto, ma se proprio non è possibile allora è meglio passare il tempo a dormire invece che stare seduti.
A lanciare la provocazione è uno studio pubblicato su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes da un team della Columbia University diretto dal prof. Keith Diaz, esperto di medicina comportamentale. Allo studio hanno partecipato oltre 600 pazienti post-infartuati monitorati attraverso un accelerometro da polso per 30 giorni dopo le dimissioni ospedaliere.
Chi trascorreva in media più di 14 ore al giorno seduto mostrava il doppio delle probabilità di subire un altro evento cardiaco o un nuovo ricovero entro un anno. Camminare lentamente o praticare attività leggere assicura un taglio del rischio del 50%. Con un'attività più intensa la riduzione del rischio sale al 61%.
Il team ha anche scoperto che sostituire 30 minuti di sedentarietà con altrettanti minuti di sonno riduceva il rischio di un secondo evento del 14%.
“Dormire è meglio che stare seduti”, ha spiegato Diaz. “È un comportamento che aiuta corpo e mente a recuperare, soprattutto dopo un evento grave come un infarto. Molti pazienti fanno fatica a trovare il tempo o si sentono sopraffatti all'idea di esercitarsi. Il nostro messaggio è incoraggiante: anche dormire mezz'ora in più, invece che guardare la tv o stare al telefono, può favorire il recupero e ridurre il rischio. Per chi sta spesso sul divano, è un piccolo passo che può fare una grande differenza”.
L'attività fisica può presentare sensazioni corporee facilmente scambiabili per una crisi cardiaca in chi ne ha già subito una, il che spinge i pazienti a evitarla. Ne consegue un'estrema sedentarietà, proprio in chi dovrebbe al contrario mostrarsi più attivo. In questa categoria di persone, peraltro, i famosi 30 minuti al giorno di attività non sono sufficienti perché rappresentano soltanto il 2% di una giornata normale. Il movimento, qualunque sia l'intensità, è benefico dopo il ricovero ed è importante evitare lunghi periodi di sedentarietà anche se si pratica ginnastica quotidiana.
È fondamentale evitare di stare troppo a lungo seduti, alzarsi ogni tanto e fare qualche passo anche solo in casa.
“Anche se l'esercizio offre i benefici maggiori, i nostri risultati sono incoraggianti anche per chi non ha tempo, capacità o voglia di allenarsi. Una vita sana dopo un infarto è più accessibile di quanto pensassimo: non è solo per chi frequenta la palestra”, ha concluso Diaz.
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante
Questa pagina è stata letta
331984 volte