Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine mostra l'efficacia della tripla terapia per il trattamento del carcinoma renale avanzato. Nello specifico, si tratta di somministrare un nuovo inibitore della crescita tumorale in aggiunta a due farmaci immunoterapici per rallentare la progressione del tumore.
«Questo è il primo studio che valuta una tripletta terapeutica rispetto a una doppietta immuno-oncologica ed è stato progettato per valutare se la combinazione di cabozantinib con nivolumab e ipilimumab nel carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato precedentemente non trattato di stadio intermedio o a basso rischio possa migliorare la prognosi», spiega il primo autore Toni Choueiri, direttore del Lank Center for Genitourinary Cancer al Dana-Farber Cancer Center.
Dai risultati si evince l'efficacia della tripla terapia con un aumento significativo della sopravvivenza libera da progressione. Nei pazienti trattati con l'associazione il rischio di progressione o morte si è ridotto del 27% rispetto ai pazienti trattati soltanto con la coppia di immunoterapici.
Cabozantinib, che appartiene a una nuova classe di farmaci antitumorali mirati, agisce contro i tumori in modo più selettivo rispetto alla chemioterapia tradizionale. Il farmaco riconosce alcune proteine che si trovano sulla parete delle cellule tumorali o all'interno della cellula, ostacolando la replicazione delle cellule malate dal momento che queste proteine si trovano solo in minima parte sulle cellule sane.
Nivolumab e ipilimumab funzionano invece bloccando i checkpoint molecolari che impediscono alle cellule T del sistema immunitario di invadere i tumori e ucciderne le cellule. «L'aggiunta di cabozantinib migliora la risposta agli inibitori dei checkpoint fornendo benefici additivi o sinergici se associato a nivolumab e ipilimumab», conclude Choueiri.
Fonte: NEJM 2023. Doi: 10.1056/NEJMoa2212851
NEJM
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante
Questa pagina è stata letta
333740 volte