Calvizie, dal Prp alla Terapia Cellulare

Nuove soluzioni a un antico problema

Arriva dall’Italia un’importante conferma relativa all’uso della Terapia Cellulare per contrastare la perdita di capelli e altre patologie dermatologiche. A ribadire la sua efficacia è il dermatologo Fabio Rinaldi, Presidente dell’IHRF (International Hair Research Foundation), intervenuto al 15° Congresso Mondiale di Medicina Estetica e Anti-Aging, AMWC di Montecarlo.
Unico tricologo italiano tra i medici in cattedra, nel corso del suo intervento, focalizzato sugli effetti clinici e biologici del PRP (Plasma Ricco di Piastrine) sui follicoli, Rinaldi ha confermato l’efficacia della Terapia Cellulare - una particolare tecnica che si basa sulla Sospensione Cellulare Autologa (SCAut), cioè sul prelevamento di cellule dal paziente stesso - nel combattere l’alopecia.
«L’uso delle proprie cellule e dei fattori di crescita contenuti nelle cellule stesse - commenta il dott. Rinaldi - è alla base della Terapia PRP, che è diventata ormai una cura consolidata ed efficace. La Terapia Cellulare rappresenta, invece, un ulteriore passo in avanti: la ricerca scientifica più recente, infatti, ha dimostrato che una sospensione di cellule autologhe della pelle (del primo strato dell’epidermide), trattate in modo da ottenere un’alta concentrazione di fattori di crescita dei cheratinociti e delle cellule staminali epidermiche, ha la capacità di stimolare e attivare i bulbi dei capelli».
E se il PRP (Plasma Ricco di Piastrine), la tecnica di dermatologia rigenerativa che consente di ottenere nell'80% dei casi la ricrescita di capelli e un aumento della loro densità, è ormai una tecnica consolidata nel contrastare l’alopecia, la percentuale di successo terapeutico (miglioramento della patologia tricologica, aumento del numero di capelli, diminuzione del grado di calvizie) della Terapia Cellulare, valutata sul numero totale di pazienti trattati, alla fine della fase sperimentale condotta dal team dello Studio Rinaldi, ha raggiunto addirittura l’87,5% nei casi di alopecia androgenetica e il 61,6% nei casi di alopecia areata.
«La Terapia Cellulare e la sospensione autologa che ne è alla base – conclude il Dott. Rinaldi – è una delle espressioni più avanzate di medicina rigenerativa, utilizzabile per patologie sia dermatologiche che tricologiche, come vitiligine, alopecia androgenetica, alopecia areata, alopecia cicatriziale, cicatrici atrofiche e ulcere cutanee. È particolarmente indicata quando si vuole ottenere un’attivazione di cellule della pelle e dei bulbi piliferi e, analogamente ai fattori di crescita contenuti nel PRP, la stimolazione con i fattori di crescita epidermici e delle cellule staminali epidermiche va a riparare la mancanza di attività delle cellule affette dalla patologia».

21/03/2018 Andrea Sperelli

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