Le sigarette elettroniche andrebbero vietate

Conclusioni durissime da parte di uno studio australiano

I ricercatori del Centro di Epidemiologia e Salute della Popolazione dell'Università Nazionale Australiana non hanno usato mezzi termini nelle conclusioni di uno studio sulle sigarette elettroniche, chiedendone la messa al bando perché pericolose per la salute.
Le e-cig sarebbero associate ad avvelenamento, lesioni, ustioni, tossicità immediata attraverso l'inalazione e convulsioni. Il loro uso porterebbe tra l'altro a dipendenza.
Fra gli altri effetti meno gravi ci sono anche irritazione alla gola e nausea. Peraltro, mentre non esistono prove certe del fatto che le e-cig aiutino a smettere di fumare, cominciano ad accumularsi prove di un aumento del fumo di tabacco tra i non fumatori proprio a causa delle e-cig.
Lo studio, coordinato da Emily Banks, ha preso in esame 189 studi sugli impatti delle sigarette elettroniche sulla salute: "Inalandole si assorbono centinaia di sostanze chimiche, di alcune delle quali è nota la tossicità, mentre molte altre hanno effetti finora sconosciuti", scrive la scienziata. "I giovani non fumatori che praticano il vaping hanno una probabilità tripla di cominciare a fumare abitualmente. L'uso di nicotina nei bambini e negli adolescenti può portare a problemi di dipendenza di lungo termine, oltre a difficoltà di concentrazione e di apprendimento".
Secondo uno studio dell'Università della California di San Diego pubblicato su Jama Network le sigarette elettroniche finirebbero per causare ricadute frequenti.
“I nostri risultati suggeriscono che le persone che hanno smesso di fumare e sono passate alle sigarette elettroniche hanno aumentato il rischio di una ricaduta al fumo nell'anno successivo di 8,5 punti percentuali rispetto a coloro che hanno smesso di usare tutti i prodotti del tabacco”, ha affermato il primo autore John P. Pierce, della Herbert Wertheim School of Public Health e UC San Diego Moores Cancer Center.
I ricercatori hanno utilizzato i dati dello studio PATH (Population Assessment of Tobacco and Health) rappresentativo a livello nazionale, condotto dal National Institute on Drug Abuse (NIDA) e dal FDA Center for Tobacco Products.
Altre due indagini su un totale di 13.604 fumatori fra il 2013 e il 2015 hanno esaminato i cambiamenti nell'uso di 12 prodotti del tabacco. A un anno, il 9,4% dei fumatori aveva smesso e di questi il 62,9% è rimasto senza tabacco, mentre il 37,1% era passato a un'altra forma di consumo di tabacco. Di questi, il 22,8% ha iniziato a usare le sigarette elettroniche.
Al secondo follow up annual, gli scienziati hanno messo a confronto gli ex fumatori che avevano smesso del tutto con quelli che erano passati alle e-cig o ad altri prodotti. Quest'ultimo gruppo mostrava maggiori possibilità di ricaduta rispetto agli ex fumatori che avevano smesso di fumare.
La percentuale di chi aveva smesso di fumare dopo un anno era del 50% fra chi si era astenuto completamente e del 41,5% fra chi aveva optato per le sigarette elettroniche.
Secondo un altro studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team dello University College di Londra, comunque, gli utilizzatori delle sigarette elettroniche sarebbero meno esposti agli agenti chimici cancerogeni associati invece alle sigarette tradizionali.
Lo studio è stato realizzato analizzando le urine e la saliva di 181 persone, alla ricerca delle sostanze cancerogene. «Quello che abbiamo scoperto è che l'uso della sola sigaretta elettronica ha come effetto una minor esposizione a tossine e cancerogeni», commenta Lion Shahab, uno degli autori dello studio.
Sono stati pubblicati sulla più importante rivista al mondo del settore, Tobacco Control, anche i risultati del follow-up a 24 mesi del primo studio al mondo sulla efficacia e sicurezza a lungo termine delle sigarette elettroniche.
Lo studio è tutt'ora in corso ed è realizzato da un gruppo di ricercatori di diversi enti italiani, tra i quali l'Istituto Superiore di Sanità, le università di Chieti, Torino, Catania, Parthenope di Napoli, Milano, Sapienza e Cattolica di Roma.
Nello specifico, la ricerca ha coinvolto 932 fumatori di e-cig, sigarette tradizionali, o entrambe (dual users). Dopo 24 mesi di follow-up, il 42,4% degli e-smokers continuava a fumare solo sigarette elettroniche; il 18,8% aveva abbandonato qualunque tipo di sigaretta; il 38,9% era ricaduto nel fumo tradizionale (con o senza sigarette elettroniche).
Tra i fumatori tradizionali, il 75,6% continuava a fumare sigarette classiche; il 23,1% aveva invece smesso (anche se, di questi, il 5,6% aveva iniziato a fumare sigarette elettroniche).
Infine, tra i fumatori di entrambi i tipi di sigarette, il 57,4% aveva abbandonato le e-cig, ma non le sigarette classiche; il 16,6% continuava a fumare entrambe; l'26,0% aveva smesso di fumare sigarette tradizionali (anche se, di questi, l'11,7% continuava a fumare sigarette elettroniche).
Sono stati registrati 38 casi di infiammazione/irritazione alle vie aeree superiori (20 nei dual users), e 38 nuovi casi di patologie gravi potenzialmente legate al fumo, con differenze non statisticamente significative tra i gruppi.
Gli ulteriori mesi di follow-up confermano quanto emerso nei primi 12 mesi: l'aggiunta della sigaretta elettronica alle sigarette tradizionali non sembra facilitare la cessazione dal fumo di tabacco né la riduzione delle sigarette fumate quotidianamente. Tuttavia, chi ha già smesso di fumare e sceglie di utilizzare esclusivamente e-cig, ha maggiori possibilità di non ritornare alle sigarette tradizionali. Non sono emerse problematiche specifiche relative alla sicurezza delle e-cig, né differenze significative nel rischio di patologie legate al fumo tra coloro che fumano e-cig e sigarette tradizionali, ma i risultati sugli eventi avversi richiedono più tempo per poter essere considerati definitivi.
«Per avere i risultati finali di questa ricerca si dovrà attendere il 2019 - spiega Walter Ricciardi, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità e tra gli autori dello studio - ma i dati pubblicati sono comunque di grande importanza, poiché ancora oggi, in tutto il mondo, vi sono scarsissime informazioni sulla sicurezza a 24 mesi delle e-cig, e il dibattito scientifico è molto acceso. Nello specifico, da questo studio abbiamo a disposizione dati sulla sicurezza di 229 persone che utilizzano e-cig da almeno 24 mesi, mentre ad oggi il campione totale era inferiore a 100 soggetti. Sostanzialmente, lo studio conferma che la sigaretta elettronica può essere un'alternativa per gli ex fumatori per non tornare a fumare sigarette, ma la sua efficacia per smettere di fumare è minima. Inoltre, anche se vi sono state più irritazioni/infiammazioni alle vie aeree superiori tra coloro che fumano contemporaneamente sigarette elettroniche e tradizionali, non sono emersi gravi effetti collaterali per chi usa e-cig, un dato particolarmente importante».

07/04/2022 16:55:00 Andrea Sperelli


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