Quando si va a letto lo smartphone va messo da parte. Ritrovarsi sdraiati a fare scrolling sullo schermo del cellulare aumenta il rischio di insonnia, anche con attività presumibilmente rilassanti come guardare le foto delle vacanze.
A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Frontiers in Psychiatry da un team dell'Istituto norvegese di sanità pubblica diretto da Gunnhild Johnsen Hjetland, che spiega: «Ciò che conta è il tempo complessivo trascorso sugli schermi a letto. Non abbiamo riscontrato differenze significative tra i social media e altre attività : questo suggerisce che è proprio l'uso dello schermo in sé il fattore chiave dell'interruzione del sonno, probabilmente a causa del fatto che viene rubato tempo al riposo».
Secondo gli esperti, l'uso degli schermi influisce sul sonno in quattro modi diversi: il primo è il disturbo indotto dalle notifiche, poi l'aumento del tempo necessario per l'addormentamento, il fatto che il tempo trascorso sul cellulare semplicemente finisce col sostituire quello dedicato al sonno, e infine i problemi derivanti dall'esposizione alla luce blu.
«I problemi di sonno sono molto diffusi tra gli studenti e hanno implicazioni significative per la salute mentale, il rendimento scolastico e il benessere generale, ma gli studi precedenti si sono concentrati principalmente sugli adolescenti - afferma Hjetland -. Data la diffusione dell'uso degli schermi a letto, abbiamo voluto esplorare la relazione tra le diverse attività su schermo e i modelli di sonno. Ci aspettavamo che l'uso dei social media potesse essere più fortemente associato a un riposo peggiore, per la natura interattiva e il potenziale di stimolazione emotiva».
Lo studio, condotto su 45.000 giovani, ha chiesto ai partecipanti di indicare se usassero gli schermi dopo essere andati a letto e per quanto tempo. Hanno poi chiesto di descrivere le attività svolte: guardare spettacoli o film, giocare, utilizzare i social media, navigare in Rete, ascoltare audio come i podcast o leggere materiali relativi allo studio.
Ai volontari è stato chiesto di indicare l'ora in cui vanno a letto e quella in cui si alzano, quanto impiegano per addormentarsi, quanto spesso si sentono assonnati durante il giorno e per quanto tempo persistono i problemi di sonno. Gli autori hanno quindi suddiviso le risposte relative agli smartphone in tre categorie: una in cui i partecipanti hanno dichiarato di utilizzare solo i social media, una in cui i partecipanti non hanno menzionato i social media e una in cui i partecipanti hanno selezionato diverse attività , tra cui i social media.
È emerso che un'ora trascorsa sullo schermo dopo essere andati a letto aumenta le probabilità di insonnia del 59% e riduce la durata del sonno di 24 minuti. Non è però emersa alcuna interazione significativa tra il tempo trascorso sullo schermo e la scelta dell'attività , il che sembra dimostrare che l'attività stessa non influisce sulla quantità di tempo in cui le persone rimangono sveglie.
«Se avete problemi di sonno e sospettate che lo schermo possa essere un fattore negativo, cercate di ridurne l'uso a letto, idealmente chiudendo il device almeno 30-60 minuti prima di dormire - conclude Hjetland -. Si può prendere in considerazione anche la possibilità di disabilitare le notifiche per ridurre al minimo le interruzioni durante la notte. Tuttavia questo studio non è in grado di determinare un rapporto di causalità , per esempio se l'uso dello schermo causi l'insonnia o se gli studenti con insonnia usino di più gli schermi».
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