Uno studio americano pubblicato su Pnas rivela il ruolo fondamentale dei cosiddetti superdiffusori nelle dinamiche di contagio del nuovo coronavirus. L'analisi, concentrata sui casi registrati in un campus universitario del Colorado, ha stimato che il 2% circa degli studenti universitari asintomatici era portatore di oltre il 90% della carica virale complessiva riscontrata nella comunità .
«I campus universitari sono stati uno dei pochi luoghi in cui le persone senza sintomi o con sospetto di esposizione venivano sottoposte a screening per il virus. Questo ci ha permesso di fare alcuni potenti confronti tra portatori sintomatici e sani del virus», afferma Sara Sawyer della University of Colorado Boulder, autrice senior dello studio.
I ricercatori statunitensi hanno prelevato oltre 72.500 campioni di saliva fra il 27 agosto e l'11 dicembre 2020, riscontrando 1.405 positività a Sars-CoV-2. Confrontando le cariche virali degli studenti fra di loro e poi con quelle dei pazienti ricoverati in ospedale, gli scienziati hanno osservato una distribuzione delle cariche
virali tra questi gruppi praticamente indistinguibile, nonostante la differenza di presentazione clinica.
La carica virale più alta osservata nello studio è stata di oltre 6 trilioni di virioni per mL, mentre quella più bassa rilevata è stata di 8 virioni per mL. Secondo gli autori, gli individui con alta carica virale sarebbero responsabili di molte infezioni, sebbene non esistano ancora prove scientifiche al riguardo.
Ma il risultato è sufficiente per proporre un isolamento più lungo e restrittivo per le persone che mostrano una carica virale più alta del normale.
«Il nostro studio aggiunge ulteriori dati a supporto delle osservazioni precedenti secondo cui la maggior parte delle infezioni è diffusa da un gruppo molto ristretto di individui, anche se il meccanismo alla base rimane un mistero. L'individuazione dei super portatori virali potrebbe comunque avere un impatto sproporzionatamente grande nel frenare le nuove infezioni da Covid-19», dice Sawyer.
Il limite di questo possibile approccio è legato agli asintomatici che ovviamente, in quanto tali, non si sottopongono spontaneamente al tampone. Ci sarebbe bisogno, quindi, di un numero consistente di screening a campione per scovare il maggior numero di soggetti asintomatici superdiffusori.
Fonte: Pnas
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