I danni ai polmoni causati dal coronavirus

Mostrati da uno studio dei ricercatori dello Spallanzani

Immagini scioccanti quelle presentate dai ricercatori dell'Istituto Spallanzani di Roma, che stanno per pubblicare uno studio sull'International Journal of Infectious Diseases con le radiografie e le Tac dei polmoni dei primi due pazienti infetti in Italia, la coppia di turisti cinesi in vacanza a Roma.
"Si tratta di studi preliminari sui primi pazienti e ce ne sono altri altrove. Sono molto utili per 'fotografare' la malattia e vedere come aggredisce l'organismo umano. Soprattutto la tac del polmone è un indicatore importante della gravità della malattia", spiega Nicola Petrosillo, direttore del Dipartimento Clinico e di ricerca di malattie infettive dell'ospedale Spallanzani di Roma.
La coppia cinese, l'uomo di 67 e la donna di 65 anni, era in salute quando è stata colpita dall'infezione. L'unico trattamento seguito era una terapia orale per l'ipertensione. Dopo la comparsa di febbre e problemi respiratori, la coppia è stata sottoposta a test di laboratorio che hanno confermato l'infezione da Sars-Cov-2. I due si sono aggravati fino all'insorgenza dell'ARDS, la sindrome da distress respiratorio dell'adulto. Quattro giorni sono stati sufficienti a raggiungere l'insufficienza respiratoria. Due giorni dopo i pazienti respiravano solo grazie a un ventilatore. Le prime radiografie mostrano opacità del vetro smerigliato.
"Utilizzando diverse tac, in momenti successivi, si è potuto osservare passo dopo l'avanzare della malattia. Si è potuto individuare l'interstizio polmonare delle persone ricoverate. È la struttura dove passano i vasi sanguigni e dove passa il sangue e l'ossigeno. Se questi scambi vitali non avvengono, perché ci si è ammalati, l'ossigeno non arriva più ai polmoni. E a quel punto il paziente non riesce più a respirare in modo autonomo e deve essere intubato", aggiunge Petrosillo.
Gli spazi aerei dei polmoni dei due pazienti si erano perciò riempiti di liquido: pus, acqua, muco o sangue. L'opacità del vetro smerigliato è spesso associata all'ispessimento o al gonfiore dei tessuti molli, noto come consolidamento. I medici hanno anche riscontrato il fenomeno detto della “pavimentazione pazza”, ovvero un ispessimento del setto intralobulare che riduce le prestazioni dei polmoni.
Esame dopo esame, i vasi sanguigni che trasportano il sangue dal cuore ai polmoni si stavano allargando, un'ipertrofia che riduce via via lo spazio per l'ossigeno e causa quindi problemi respiratori. Un segno probabilmente legato all'iperemia, vale a dire all'eccesso di sangue nei vasi polmonari provocato dall'infezione polmonare.
"I modelli polmonari in entrambi i pazienti sono caratterizzati da ipertrofia dei vasi polmonari, che sono aumentati di dimensioni, in particolare nelle aree con danno interstiziale più pronunciato", aggiunge Petrosillo. “Questa nuova evidenza radiologica suggerisce un diverso modello di coinvolgimento polmonare rispetto a quelli osservati nelle altre infezioni note gravi causate da coronavirus (Sars e Mers)".
La presenza di infiltrati polmonari potrebbe rappresentare un predittore precoce del livello di compromissione polmonare.

19/03/2020 17:20:00 Andrea Piccoli


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