Anche le idee semplici possono avere effetti decisivi. È il caso di Lucky Iron Fish, un pesciolino in ferro ideato dallo scienziato canadese Christopher Charles per il trattamento dell'anemia.
Il pesciolino va aggiunto ai cibi in cottura insieme a del succo di limone. L'effetto è garantito, dal momento che questo semplice rimedio garantisce il 75 per cento del fabbisogno giornaliero di ferro. Il ricercatore nordamericano ha testato con successo la sua invenzione in alcuni villaggi della Cambogia, dove l'anemia è un fenomeno assai diffuso. Su 2.500 persone interessate dalla sperimentazione circa la metà è guarita dall'anemia nel giro di un anno.
Il pesciolino va fatto “bollire nell'acqua o nella zuppa per almeno dieci minuti e poi va tolto", spiega il dottor Charles. “Bisogna aggiungere un po' di succo di limone, molto importante per favorire l'assimilazione del ferro".
Il sapore dei cibi non verrà modificato. Il pesciolino, peraltro, ha un costo molto limitato, circa 20 dollari, e assicura il rilascio di ferro per diversi anni.
Stando alle stime dell'Oms, l'anemia colpisce in maniera più o meno grave circa 2 miliardi di persone, soprattutto nei paesi più poveri. In Cambogia, addirittura, la metà della popolazione ne soffre. Per questo la società creata dal dott. Charles ha scelto il paese per testare l'efficacia del Lucky Iron Fish, distribuendone 9mila esemplari.
Intanto, sul fronte dei trattamenti va segnalato un warning della Food and Drug Administration riguardo il farmaco ferumoxitolo, che potrebbe essere associato a un rischio troppo elevato di gravi reazioni da ipersensibilità.
“Dalla sua approvazione nel 2009, e nonostante i precedenti avvertimenti, ferumoxitolo ha causato 79 reazioni anafilattiche che hanno portato alla morte 18 pazienti”, spiega il comunicato dell'agenzia. Il medicinale è approvato per i pazienti affetti da malattia renale cronica e anemia sideropenica, mentre è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota a ferumoxitolo o a uno dei suoi componenti, oppure nei pazienti che mostrano una storia clinica di reazioni allergiche a qualsiasi prodotto che contenga ferro per via endovenosa.
Malgrado questi accorgimenti, nel corso di 5 anni si sono verificati appunto 79 eventi avversi gravi in soggetti di età compresa fra 19 e 96 anni. Nella metà dei casi, la reazione si è verificata in seguito alla prima dose, e in tre quarti di essi gli effetti avversi hanno avuto inizio durante l'infusione o entro 5 minuti dal termine.
18 pazienti sono morti, 34 soggetti mostravano una storia clinica di allergia ai farmaci, mentre altri 19 avevano riferito una storia di allergie multiple da medicinali. Tutto ciò ha spinto la Fda a emettere un secondo avvertimento, chiedendo ad Amag Pharmaceuticals, l'azienda che produce il farmaco, di aggiungere un'altra controindicazione per quei pazienti che hanno avuto una reazione allergica a qualsiasi medicinale contenente ferro endovena. “Durante o dopo la somministrazione di ferumoxitolo, chiunque avvertisse dispnea, ipotensione, vertigini, eruzione cutanee o prurito deve avvisare il personale sanitario o rivolgersi a un pronto soccorso”, raccomanda il comunicato Fda.
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