Covid-19, in alcuni casi i ventilatori sono controproducenti

L'efficacia della terapia dipende dal fenotipo della malattia

Covid-19 potrebbe presentare pi├╣ di un'espressione clinica. Il ricercatore italiano Luciano Gattinoni, che lavora presso la Medical University of G÷ttingen, in Germania, ha pubblicato una lettera al direttore su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine (e sta per pubblicare un editoriale su Intensive Care Medicine) nella quale in sostanza si interroga sulla scelta terapeutica migliore in caso di Covid-19 di grave intensit├á.
Di fatto, secondo Gattinoni, servirsi dei ventilatori polmonari in certi casi potrebbe essere controproducente, dal momento che mostrano i segni di un edema polmonare da alta quota (Hape) invece di una sindrome da distress respiratorio acuto (Ards). Gattinoni e i suoi colleghi suggeriscono di considerare la pressione espiratoria di fine espirazione (Peep) pi├╣ bassa possibile e che il trattamento respiratorio non dovrebbe seguire un protocollo standard.
Anche se nella maggior parte dei casi la polmonite da Covid-19 rientra nella definizione di Ards, vi sono tuttavia casi che ne fanno una ┬źmalattia specifica, le cui caratteristiche distintive sono l'ipossiemia grave spesso associata a una compliance del sistema respiratorio quasi normale┬╗.
I pattern di Covid-19 potrebbero dipendere dall'interazione di tre serie di fattori. Il primo riguarda la gravità della malattia, la risposta dell'ospite, la riserva fisiologica e le comorbidità; la seconda, la reattività ventilatoria del paziente all'ipossiemia e la terza il tempo trascorso tra l'insorgenza della malattia e il ricovero in ospedale.
Il team di Gattinoni ha individuato due fenotipi primari sulla base dell'interazione dei tre fattori: il tipo L ├Ę caratterizzato da bassa elasticit├á, basso rapporto di perfusione del ventilatore, basso peso polmonare e bassa reclutabilit├á; il Tipo H mostra invece elevata elasticit├á, elevato shunt da destra a sinistra, elevato peso polmonare ed elevata reclutabilit├á. La malattia potrebbe transitare dall'uno all'altro, da cui la necessit├á di identificare il fenotipo alla presentazione del paziente, per poterlo trattare nel modo corretto. A questo scopo potrebbero servire, oltre alla Ct, i segni impliciti.
┬źQuesto ├Ę un tipo di malattia in cui non devi seguire il protocollo, devi seguire la fisiologia. Sfortunatamente, molti medici in tutto il mondo non pensano al di fuori del protocollo┬╗, ha dichiarato Gattinoni. L'autore propone quindi un modello di trattamento basato sul diverso fenotipo della malattia.



23/04/2020 16:00:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate