Consumare alcol aumenta il rischio di cirrosi epatica e cancro del fegato nei soggetti colpiti da epatite B. È la conclusione cui giunge una meta-analisi pubblicata sul Journal of Clinical and Translational Hepatology che raccoglie i dati relativi a 45 studi diversi per un totale di oltre 33.000 persone.
«Ancora moltissime persone non sono consapevoli del legame fra cancro e alcol, nonostante sia stato ormai ampiamente dimostrato, proprio come quello fra cancro e fumo. Servono campagne di sensibilizzazione insieme a strategie di ampio impatto per informare che tutte le bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) fanno crescere il pericolo d'insorgenza di diversi tipi tumore e che la probabilità di sviluppare una neoplasia aumenta con l'aumentare della quantità di alcol consumata», spiegano gli esperti dell'Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro.
«Nella meta-analisi di 45 studi condotti fino al 2020 sul rischio di cancro e di cirrosi in pazienti affetti da epatite cronica da HBV, per la prima volta è stato dimostrato che il pericolo di cirrosi e di epatocarcinoma in questi soggetti aumenta significativamente se si supera una dose quotidiana corrispondente a 12 grammi di etanolo - spiega al Corriere della Sera Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center alla Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma -. Quindi vanno monitorati maggiormente coloro che la eccedono abitualmente. Secondo questa meta-analisi, ai pazienti con epatite cronica da HBV sarebbe raccomandato di non consumare più di una unità alcolica (12 grammi) al giorno. Tuttavia è molto importante evidenziare che gli stessi autori del lavoro dichiarano numerosi limiti nelle conclusioni del loro studio - prosegue Tortora -. Infatti, gli studi considerati nella meta-analisi sono antecedenti al 2020, non hanno correlazioni con il consumo negli adolescenti e riguardano, nella stragrande maggioranza dei casi (41 studi su 45) popolazioni asiatiche, rendendo meno generalizzabili le conclusioni per tutti. Inoltre, nonostante gli aggiustamenti per età ed etnia, i risultati sono stati estremamente eterogenei e quindi le conclusioni vanno prese con cautela».
Sebbene non esista un livello di consumo considerato sicuro, l'Organizzazione mondiale della sanità identifica tre categorie: consumo moderato, ovvero un massimo di 20 grammi di alcol al giorno, consumo rischioso (fino a 60 grammi) e consumo pesante (oltre 60 grammi). I danni per la salute aumentano al crescere delle quantità .
«È, dunque, ragionevole concludere che nel caso di soggetti affetti da epatite cronica da virus epatitici (HBV e HCV) è richiesta maggiore consapevolezza nel consumo quotidiano di alcol - conclude il direttore dell'Oncologia del Gemelli -. Mentre per tutti gli altri individui è indispensabile sapere che bere consapevolmente attenendosi, con le variabili di età e dimensioni fisiche, significa rispettare il ragionevole consumo quotidiano raccomandato di due bicchieri di vino o lattine di birra per gli uomini e uno per le donne».
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante
Questa pagina è stata letta
333738 volte