Il vaccino anti-Covid protegge i feti dalla natimortalità

Ridotti i rischi di natimortalità dovuti al virus

Il vaccino anti-Covid assunto in gravidanza non ha solo l'effetto di proteggere la gestante dall'infezione, ma anche quello di ridurre il rischio di natimortalità tra i feti. Lo dimostra uno studio pubblicato sull'American Journal of Obstetrics & Gynecology da un team del Massachusetts General Hospital e dell'Harvard Medical School di Boston diretto da Drucilla Roberts.
«Nelle gestanti la natimortalità è una complicanza riconosciuta dell'infezione da Covid-19, causata da alterazioni dannose della placenta indotte dal virus e caratterizzata dalla comparsa di lesioni croniche multiple provocate, secondo studi precedenti, da una vera e propria incompatibilità materno-fetale. In queste circostanze, la morte del feto dovuta alla placentite con conseguente insufficienza placentare rappresenterebbe una forma estrema di rigetto», spiegano gli autori.
Lo studio ha preso in esame i risultati quasi 100 articoli scientifici che hanno affrontato l'impatto dell'infezione da Covid-19 sulle donne in gravidanza e i suoi effetti sulla placenta e sull'esito della gravidanza.
«Il virus non causa difetti alla nascita come per esempio Zika, ma può causare gravi lesioni alla placenta. Per questo il vaccino anti-Covid può aiutare a mantenere in buona salute sia la gestante sia il feto proteggendo entrambi da minacciose complicanze», riprende la ricercatrice. «Nelle molteplici segnalazioni di placentite da SARS-CoV-2 associate a natimortalità e decessi neonatali, nessuna delle madri aveva ricevuto la vaccinazione anti-Covid-19. E sebbene ciò non costituisca una prova, non siamo a conoscenza, né personalmente, tramite reti collegiali, né nella letteratura pubblicata, di alcun caso di placentite SARS-CoV-2 che abbia causato nati morti tra le gestanti vaccinate contro il Covid-19».
Le lesioni causate da Sars-CoV-2 a carico della placenta sono distruttive, per questo il vaccino sembra in grado di ridurre la gravità o inibire lo sviluppo della placentite di origine virale. «Pertanto, la vaccinazione materna per Covid-19 può salvare le vite sia del feto sia della madre», conclude Roberts.
Dell'opportunità di vaccinarsi in gravidanza è certo anche un altro team americano, che su Jama Network Open ha pubblicato una ricerca sugli effetti protettivi del vaccino anti-Covid per le gestanti.
I ricercatori hanno valutato le cartelle cliniche relative a 3.445 accessi al pronto soccorso e 781 ricoveri fra donne in gravidanza con Covid-19. I documenti sono stati ricavati dal database di 306 ospedali e 164 dipartimenti di emergenza di 10 stati degli Stati Uniti.
È così emerso che la vaccinazione riesce a proteggere le donne da accessi al pronto soccorso e dai ricoveri. "Questo studio indica che la gravidanza non diminuisce le prestazioni del vaccino mRNA nella protezione contro il Covid-19 grave, nonostante le differenze immunitarie tra donne incinte e non", spiega il coautore dello studio, Shaun Grannis, professore di medicina informatica e medicina di famiglia alla Indiana University School of Medicine.
Gli studi clinici sul vaccino anti-Covid avevano escluso le donne incinte, ma questa analisi riesce a dissipare i dubbi su sicurezza ed efficacia del preparato nei confronti delle donne incinte: "Si spera che questo studio fornisca loro le prove di cui hanno bisogno", conclude Grannis.
La vaccinazione inoltre non sembra influire sulla fertilità. "Attualmente gli studi dicono che il vaccino non incide sulla fertilità. Non ci stancheremo mai di ripeterlo - dichiara Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma - Un concetto che è stato ampiamente confermato anche dal "Rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid" dell'Aifa, presentato pochi giorni fa. In particolare ci tengo a spiegare che vaccini come Pfizer e Moderna, che rientrano nella categoria mRNA, contribuiscono a creare delle proteine comuni al Sars-Cov-2, sviluppando nell'immunità umorale degli anticorpi che ci difenderebbero dal virus, nel caso in cui venisse a contatto con il nostro organismo. È fondamentale proteggere la salute della mamma, già delicata nella fase della gravidanza, e del futuro bambino. Le vaccinazioni in gravidanza stimolano la mamma a produrre anticorpi che vengono trasmessi al bambino attraverso la placenta. Volendo forzare un po', si può dire che è come se il bambino nascesse già immunizzato!"
E per coloro che desiderano iniziare un percorso di fecondazione assistita proprio in questo periodo? "Nessuna controindicazione - spiega ancora la dottoressa Galliano - Uno studio condotto presso le cliniche IVI in Spagna da maggio a giugno 2020 su 46 pazienti che hanno avuto e superato il Coronavirus ha dimostrato che la malattia non compromette la fertilità. In particolare, prendendo in considerazione i livelli dell'ormone antimulleriano (AMH) prima e dopo il Covid, lo studio ha dimostrato che la malattia non influisce sullo stato della riserva ovarica femminile. Quindi, le possibilità di successo di un trattamento di PMA rimangono intatte anche dopo aver contratto il Covid-19. Anche in questo caso però è fortemente consigliato che la donna che si sottopone al trattamento abbia ricevuto il vaccino. Bisogna seguire le normali procedure e tempistiche dettate dal Ministero della Salute, per prima, seconda o terza dose. Senza remore. Il vaccino non influisce sull'inizio del trattamento, anzi alcuni paesi dell'UE raccomandano l'uso di vaccini di tipo mRNA per la vaccinazione delle donne incinte, in allattamento o che desiderano una gravidanza. Si consiglia alle donne di vaccinarsi prima della gravidanza o a partire dal secondo trimestre in poi. Prendere il Covid in gravidanza è rischioso perché aumenta le probabilità di parto prematuro".

Fonte: American Journal of Obstetrics & Gynecology 2022. Doi: 10.1016/j.ajog.2022.10.001
American Journal of Obstetrics & Gynecology 2022

11/11/2022 11:25:00 Andrea Sperelli


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