Infrangete il tabù e datevi all'autopalpazione. È un consiglio diretto agli uomini stavolta, che in tal modo potrebbero prevenire il cancro dei testicoli o anticipare di molto la diagnosi e favorire così il processo di guarigione.
A ricordarlo sono gli esperti riuniti per il Congresso europeo degli urologi in corso a Madrid. In Italia ogni anno sono circa 2mila i nuovi casi registrati. Il cancro colpisce soprattutto fra i 25 e i 49 anni, in piena età riproduttiva, con frequenza in crescita e mortalità in calo.
Le buone norme per l'autopalpazione sono 5. Il primo aspetto da curare è l'affinamento del tatto. Il testicolo va avvolto nel palmo delle mani. In secondo luogo, va esaminato facendolo ruotare in maniera accurata fra il pollice e l'indice di entrambe le mani. La terza regola è la ricerca di noduli e/ rigonfiamenti strani attraverso l'uso delle dita. In caso di dubbi, va ovviamente consultato subito il medico.
La quarta regola riguarda la periodicità della procedura. Per essere utile, infatti, l'autopalpazione va effettuata mensilmente e dopo un bagno caldo, ovvero quando il sacco scrotale è rilassato e più facilmente ispezionabile. La quinta condizione da rispettare è l'inizio precoce della palpazione, che va insegnata e messa in atto già a partire dall'adolescenza.
Vincenzo Mirone, segretario della Società italiana di urologia (Siu), spiega: “data l'età di insorgenza, è importante sensibilizzare i giovani all'autopalpazione, insegnando loro a prestare attenzione a qualsiasi modifica possa verificarsi nell'anatomia o nella forma dello scroto e dei testicoli. Vale a dire che adulti e ragazzi dovrebbero conoscere dimensioni e aspetto 'normalì' dei propri testicoli in modo da essere in grado di riconoscere qualunque alterazione possa subentrare nel tempo. È fondamentale che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia, poiché una correzione dell'eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore".
Dopo aver effettuato un bagno caldo, quindi, ci si mette davanti allo specchio, in piedi, verificando subito se siano presenti o meno rigonfiamenti dello scroto. Se un testicolo è più basso o più grosso dell'altro, ciò non è motivo di allarme. Vanno utilizzate entrambe le mani, con indice e medio che toccano la parte inferiore dello scroto e il pollice quella superiore. La pelle dovrebbe risultare liscia ed elastica. Poi va applicata una leggera pressione per evidenziare possibili anomalie a livello meno superficiale. Non si dovrebbe avvertire dolore, ovviamente con una pressione non forte.
Il testicolo è formato da didimo ed epididimo, struttura morbida tubolare che è dietro e di lato al testicolo. In caso di dolore all'epididimo, può trattarsi di epididimite - un'infiammazione - o di una cisti. Le anomalie che devono spingere a consultare il medico sono invece noduli duri, gonfiori, dolore acuto o senso di pesantezza. Anche il rimpicciolimento del testicolo può essere il sintomo di qualcosa che non va.
Per la diagnosi completa si fa ricorso a un'ecografia, al dosaggio di alcuni marcatori nel sangue e alla biopsia.
Diagnosticato in fase precoce, il cancro dei testicoli è curabilissimo attraverso la chirurgia ed eventuale radioterapia. Se si scopre in fase avanzata si fa ricorso anche alla chemioterapia. I tassi di successo sono fortunatamente altissimi, circa il 95 per cento.
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante
Questa pagina è stata letta
335730 volte