Covid-19 ha fatto crollare l'attività fisica fra i bambini

Calo del 20 per cento rispetto al periodo prepandemico

È arrivato e ha sconvolto le nostre vite, senza risparmiare i più piccoli. Covid-19 infatti ha costretto nella fase più acuta della sua diffusione i governi a intraprendere rigide misure di contenimento che hanno causato, fra le altre cose, una contrazione significativa dell'attività fisica dei bambini, costretti a casa nonostante fossero una delle categorie meno a rischio per l'infezione.
Uno studio pubblicato su Jama segnala il calo del 20% dell'attività fisica infantile rispetto al periodo precedente alla pandemia. Il dato sale al 32% se si prende in considerazione soltanto l'attività fisica di tipo intenso. A fornire le informazioni statistiche è l'analisi di un campione di circa 15.000 bambini.
Un'attività fisica regolare aiuta i bambini ad acquisire un benessere fisico e mentale, riduce il rischio di malattie croniche, del sistema cardiovascolare, di sindrome metabolica e di diabete di tipo 2 negli anni successivi. Inoltre, è un potente antidoto contro depressione, ansia e stress.
Un'attività sportiva regolare è in grado di ridurre i sintomi depressivi in 6-12 settimane nei soggetti colpiti.
È fondamentale contrastare fin da subito la sedentarietà, anche perché quando l'abitudine a una regolare attività fisica viene acquisita durante l'infanzia tende a modificare in maniera definitiva lo stile di vita in età adulta, con un effetto positivo sulla salute mentale e fisica.
Lo sport, inoltre, alimenta lo sviluppo sociale dei bambini favorendone l'integrazione e migliorandone l'autostima. Fra i ragazzi sportivi, infine, sono molto più bassi i tassi legati al consumo di alcol e sigarette.


26/07/2022 11:00:00 Andrea Sperelli


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