Il vaiolo delle scimmie si trasmette anche senza sintomi

Confermato il contagio alcuni giorni prima della comparsa dei sintomi

Uno studio apparso sul British Medical Journal mostra la possibilità che il vaiolo delle scimmie si trasmetta anche alcuni giorni prima della comparsa dei primi sintomi.
Per la precisione, lo studio della UK Health Security Agency di Londra dimostra che l'infezione può diffondersi fino a 4 giorni prima della comparsa dei sintomi.
«Più della metà (53%) della trasmissione si è verificata in questa fase pre-sintomatica, il che significa che molte infezioni non possono essere prevenute chiedendo agli individui di isolarsi dopo aver notato i loro sintomi», spiega Thomas Ward, primo autore dello studio.
I dati dello studio provenivano dal tracciamento dei contatti per 2.746 soggetti risultati positivi al virus del vaiolo delle scimmie nel Regno Unito fra il 6 maggio e il 1 agosto 2022. L'età media era di 38 anni e il 95% aveva riferito di essere gay o bisessuale.
In media, il periodo di incubazione è stato stimato in 7,6 giorni in uno dei due modelli statistici utilizzati e 7,8 giorni nell'altro, mentre l'intervallo seriale medio stimato era di 8 giorni in un modello e 9,5 giorni nell'altro. I dati indicano che si verifica una trasmissione significativa prima della comparsa dei sintomi. Per questo, secondo i ricercatori, andrebbe previsto un periodo di isolamento dai 16 ai 23 giorni per rilevare il 95% delle persone con una potenziale infezione. «Questi risultati hanno importanti implicazioni per le politiche di isolamento e tracciamento dei contatti, dato che le strategie di tracciamento dovrebbero tenere conto di un periodo infettivo pre-sintomatico», concludono gli autori.
«Se questi risultati fossero supportati da altri studi, infatti, la trasmissione pre-sintomatica avrebbe importanti implicazioni per il controllo delle infezioni a livello globale», scrivono in un editoriale di accompagnamento Esther Freeman della Harvard Medical School di Boston e i suoi colleghi.

Fonte: BMJ 2022. Doi: 10.1136/bmj-2022-073153
BMJ

23/11/2022 17:15:00 Andrea Sperelli


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