Obesi da adulti, i primi 5 anni sono cruciali

Lo stile di vita da bambino impatta sul rischio da adulti

Tenere sotto controllo l'indice di massa corporea nei primi 5 anni di vita è un buon viatico per rischiare meno l'insorgenza dell'obesità in età adulta. A sostenerlo è uno studio dell'Università di Rotterdam che ha monitorato migliaia di bambini dei Paesi Bassi.
I dati indicano che l'aumento di anche solo una unità di IMC prima dei 6 anni comporta una probabilità più che doppia di obesità dopo i 18 anni. Dallo studio Generazione R si evince che se un bambino con IMC elevato raggiunge un peso nella norma prima dei 6 anni il rischio di sovrappeso in tarda adolescenza si annulla. Se però il raggiungimento del peso forma si manifesta dopo i 6 anni allora il rischio di obesità rimane più alto del normale.
Per giungere a queste conclusioni sono stati monitorati il peso alla nascita e l'indice di massa corporea a 2, 6, 10, 14 e 18 anni di oltre 3.500 partecipanti. In genere, l'IMC di un bambino aumenta con l'età, per questo il parametro principale dell'analisi riguardava la velocità di crescita del dato: un IMC che aumenta lentamente è un indicatore di crescita sana.
I risultati, affermano i ricercatori, sottolineano l'importanza di monitorare l'indice di massa corporea nella prima infanzia. «Dobbiamo capire come crescono e si sviluppano i bambini se vogliamo aiutare le generazioni future a crescere più sane e a dare a ogni bambino la possibilità di una vita felice e in salute», racconta l'autrice Jasmin de Groot, dell'Erasmus MC, University Medical Center Rotterdam. «La nostra ricerca contribuisce a questo obiettivo dimostrando che un bambino sovrappeso o obeso non è destinato a convivere con il sovrappeso o l'obesità da giovane adulto e che i primi cinque anni di vita rappresentano una fantastica opportunità per intervenire e impedire che soffra di sovrappeso e obesità negli anni a venire».
Secondo una ricerca dell'Università di Bristol, il numero di adolescenti sovrappeso in Inghilterra è aumentato del 50 per cento, passando dal 22 per cento nel 2008-2010 al 33 per cento nel 2021-2023, a causa della combinazione «del consumo di cibi ultra-processati, stili di vita sedentari dovuti a un tempo eccessivo trascorso davanti agli schermi, sonno inadeguato e crescenti problemi di salute mentale», conferma l'autore Dinesh Giri, endocrinologo pediatrico consulente presso il Bristol Royal Hospital for Children. «Inoltre, la riduzione delle opportunità di attività fisica e le disparità socioeconomiche hanno contribuito ulteriormente a creare un ambiente che promuove stili di vita malsani».
Fondamentale quindi un'inversione di rotta, con l'adozione di uno stile di vita corretto fin dai primissimi anni di vita.

19/06/2025 12:34:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate