Ulcera, efficaci gli inibitori di pompa protonica orali

Stessa efficacia rispetto a quelli somministrati endovena

Una ricerca pubblicata su Alimentary Pharmacology and Therapeutics dimostra che gli inibitori di pompa protonica (PPIs) utilizzati per via orale sono altrettanto efficaci di quelli somministrati per vie endovenosa in caso di ulcera peptica e di emorragie ad essa legate.
Il risultato dello studio, coordinato dal dott. Kelvin Tsoi dell'Institute of Digestive Disease presso il Prince of Wales Hospital di Hong Kong, va comunque preso con le dovute precauzioni per via del fatto che la metanalisi prodotta si è basata su 6 ricerche con campioni piuttosto limitati. Il totale dei pazienti coinvolti è infatti di 615.
L'ulcera peptica è un'ulcera circoscritta che colpisce la mucosa di una zona del tratto digerente superiore esposta all'azione del succo gastrico. L'ulcera peptica viene definita duodenale o gastrica a seconda dell'area di localizzazione.
‚ÄúL'incidenza annuale di emorragie acute a carico del tratto gastrointestinale superiore (UGIB) acute √® stimata pari, approssimativamente, a 50-170 casi su 100.000 persone e, in circa 1 caso su due registrato in soggetti adulti, l'UGIB √® dovuta ad ulcera peptica. I PPIs sono potenti soppressori della produzione di acido gastrico la cui efficacia come adiuvanti in formulazione endovena dopo terapia endoscopica √® stata documentata nel sanguinamento da ulcera peptica, pur rimanendo ancora non ben definiti il dosaggio ottimale e la modalit√† di somministrazione da preferire‚ÄĚ, spiegano i ricercatori asiatici.
Dai dati è emerso che sia gli inibitori di pompa protonica orali che quelli endovena si sono rivelati efficaci allo stesso modo nell'aumentare il pH intragastrico. Si registra una differenza soltanto nel corso della prima ora dalla somministrazione del farmaco, dopodiché i livelli si appaiano.
‚ÄúNel corso degli ultimi anni - continuano gli autori - sono stati condotti alcuni trial clinici testa-a-testa aventi lo scopo di mettere a confronto l'efficacia dei PPIs nelle due formulazioni sopra menzionate nel sanguinamento da ulcera peptica, ma la maggior parte di questi era limitata dalla ridotta numerosit√† campionaria, nonch√© da variazioni dei criteri di inclusione in base al sanguinamento, dalle risposte al trattamento delle due formulazioni e dal tempo di misurazione dell'outcome‚ÄĚ.
La ricerca si è concentrata quindi sul confronto tra i benefici indotti dalle due formulazioni dopo aver tenuto in considerazione le limitazioni del caso.
I ricercatori hanno utilizzato 6 trial randomizzati condotti fra il 2006 e il 2011 per un totale, come detto, di 615 pazienti, 302 dei quali hanno ricevuto PPIs orali, mentre gli altri 313 la formulazione endovena, con età media di 60 anni e nella maggior parte uomini, il 71,1 per cento.
I dati non hanno mostrato differenze significative fra i pazienti sottoposti a trattamento con PPIs orali e quelli trattati con PPIs endovena in rapporto alla frequenza di episodi di sanguinamento, volume medio di sangue trasfuso, ricorso alla chirurgia e mortalità per ogni causa.
L'unica differenza è a vantaggio dei PPIs orali, ovvero la riduzione del tempo medio di degenza ospedaliera nei pazienti del primo gruppo.
Concludono i ricercatori di Hong Kong: ‚Äúquesta metanalisi mostra come i PPIs orali siano clinicamente simili ai PPIs endovena. √ą anche vero che i PPIs orali possono ridurre in modo significativo la durata dei tempi di ospedalizzazione e, pertanto, potrebbero rappresentare un approccio farmacologico conveniente in termini di costi ospedalieri. Ciononostante, i limiti degli studi inclusi nella metanalisi richiedono la messa a punto in un prossimo futuro di una trial di dimensioni adeguate per caratterizzare meglio il ruolo dei PPIs orali‚ÄĚ.
I sintomi della patologia: per quanto attinente all'ulcera gastrica, solitamente si avverte dolore epigastrico che insorge entro 30 minuti dal pasto; possono comparire anche nausea e vomito, calo ponderale indotto dalla paura del paziente di ingerire il cibo (considerato causa del dolore), nel tempo può insorgere anemia dovuta allo stillicidio ematico cronico. A livello duodenale, una piccola percentuale di pazienti può essere asintomatica. La prassi registra la presenza di dolore che compare, di solito, dopo 2-3 ore dal pasto, spesso possono comparire nausea e vomito, combattute da piccole quantità di cibo o di farmaci antiacidi.
Le complicanze sono comuni sia all'ulcera gastrica che a quella duodenale e consistono in: perforazione, emorragia, stenosi, cancerizzazione.
Nell'ulcera gastrica si considerano fattori di rischio gastrite da Helicobacter Pylori, fumo, alcol, caffè, farmaci gastrolesivi, stress, reflusso duodenale, predisposizione genetica. Per quella duodenale la casistica annovera duodenite da Helicobacter Pylori, aumento della secrezione acida gastrica, aumentata velocità di svuotamento gastrico, fumo, caffè, farmaci, stress, predisposizione familiare. Esame fondamentale per la diagnosi di ulcera peptica è l'esofagogastroduodenoscopia, che permette una visione diretta della lesione e l'eventuale esecuzione di biopsie per il successivo esame istologico. Un altro esame, meno specifico, che può essere utilizzato, è l'Rx con pasto baritato.

Andrea Piccoli


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