Un test del sangue per il rischio di parto prematuro

Può anticipare il parto anticipato con mesi di anticipo

Un test del sangue sembra in grado di anticipare con mesi di anticipo l'eventuale parto prematuro di una gestante. Il test si basa sulla presenza di frammenti di Rna libero nel sangue della donna in attesa. Le donne che avranno un parto prematuro mostrano a 16 settimane di gestazione un profilo ben riconoscibile degli Rna circolanti.
Il risultato è frutto di uno studio condotto presso il BGI Research di Shenzhen e Ospedale di Ostetricia e Ginecologia della Fudan University di Shanghai, in Cina.
Ogni anno nascono nel mondo 13,4 milioni di neonati prematuri, circa uno su 10. Quasi un milione di neonati pretermine muore ogni anno.
I bambini prematuri hanno organi immaturi e non ancora preparati per la vita fuori dall'utero, quindi il rischio di complicazioni è molto più alto rispetto ai nati a termine. Ciò può portare a problemi respiratori, ittero, difficoltà di alimentazione e infezioni. Fra i problemi di salute a lungo termine figurano paralisi cerebrale, epilessia e cecità, per questo prevedere con anticipo il rischio di un parto pretermine può fare la differenza.
Gli scienziati hanno analizzato i campioni di sangue di 851 gestanti (299 casi di PTB e 552 controlli) a circa 16 settimane di gestazione e hanno riscontrato alterazioni significative nei cfRNA delle donne che poi sarebbero andate incontro a parto prematuro. Lo studio ha incluso sia le nascite pretermine con membrane intatte sia la rottura prematura delle membrane, con meno del 3% delle donne che aveva già avuto un precedente parto pretermine.
"In pratica, il nostro metodo utilizza gli stessi tempi di prelievo del sangue dei test prenatali non invasivi (NIPT) di routine, consentendo un doppio test”, spiegano gli autori. “I costi attuali del sequenziamento del cfRNA sono simili a quelli dei test prenatali non invasivi, ma sono destinati ad abbassarsi. Questo crea un potenziale percorso sia per il monitoraggio dei pazienti ad alto rischio sia per uno screening più ampio a livello di popolazione", affermano gli autori.

26/05/2025 09:41:56 Andrea Sperelli


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