Un aerosol per l'emicrania. È quanto suggerisce uno studio pubblicato su Neurology e presentato per la prima volta da MaryAnn Mays della Cleveland Clinic durante l'annuale congresso dell'American Academy of Neurology di San Diego.
Stando ai dati, quasi la metà dei pazienti trattati beneficia di una riduzione del dolore, una percentuale che sale al 70,6% grazie all'utilizzo del flusso intranasale migliore su cui regolare l'erogatore di Mi-Helper, il nebulizzatore a freddo sperimentato nel corso dello studio.
Al contrario del normale aerosol, il nebulizzatore Mi-Helper sfrutta una speciale cartuccia con un setaccio molecolare di essiccazione che aspira l'aria per inviarla deumidificata al paziente tramite dei tubi monouso. Arrivata nel naso, l'aria evapora rapidamente raffreddando la mucosa per sottrazione di calore, crio-anastetizzandola per un po' di tempo senza che ciò provochi alcun effetto collaterale.
Il trattamento agisce attraverso la modulazione del ganglio sfenopalatino che si trova in fondo alla cavità nasale nella cosiddetta fossa pterigopalatina e che è sempre stato sfruttato dagli oto-neurologi che instillavano anestetici mediante microbatuffoli intranasali per «addormentarlo» temporaneamente, sia per il trattamento sintomatico dell'emicrania che della ancor più temibile cefalea a grappolo.
Si tratta di un'azione molto rapida ed efficace perché si attua in un'area di facile accesso al sistema nervoso centrale e al nervo trigemino. Le vecchie pratiche erano pericolose perché c'era il rischio di bloccare per sempre il ganglio, provocando una sindrome di Sluder, caratterizzata da lacrimazione profusa e rinorrea cronica.
Un altro studio si è concentrato sul ganglio, presentando un modello alternativo per la sua stimolazione, il KOS (Kinetic Oscillation Stimulation). In questo caso si sfruttano le onde d'urto polarizzate, con un rischio di effetti collaterali molto più basso. Anche KOS tuttavia presuppone una metodica di intervento più complessa rispetto a Mi-Helper.
Mi-Helper sarà disponibile nelle farmacie USA l'anno prossimo e poi arriverà anche in Europa previa approvazione dell'EMA. «Riteniamo che Mi-Helper possa essere impiegato anche in altre forme di mal di testa oltre all'emicrania, come la cefalea a grappolo e la cefalea tensiva - ha detto MaryAnn Mays - ma, se nuovi studi lo confermeranno, a decidere il suo impiego anche per queste indicazioni dovrà essere il neurologo e non il paziente».
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante
Questa pagina è stata letta
333736 volte