Presentati al congresso europeo dell'obesità - ECO2025 di Malaga i nuovi dati della sotto analisi dello studio SELECT che dimostrano che semaglutide 2,4 mg, nei primi tre mesi di trattamento, riduce del 37 per cento il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (MACE) negli adulti con sovrappeso e obesità e malattia cardiovascolare (CV), rispetto al placebo, in aggiunta alle cure standard. Inoltre, nei primi sei mesi riduce del 50 per cento il rischio di morte per malattia CV e del 59 per cento il rischio di ricovero in ospedale o di cure urgenti per insufficienza cardiaca o di morte per malattia CV.
Questa nuova analisi si basa sui dati di SELECT e dimostra un effetto di protezione contro le malattie cardiache già nelle prime fasi del trattamento, prima di aver raggiunto una perdita di peso clinicamente significativa, cioè maggiore del 5 per cento, indicando che la protezione di semaglutide 2,4 mg verso le malattie cardiache non è legata alla perdita di peso.
Questi nuovi risultati si aggiungono alle crescenti evidenze sull'effetto del semaglutide sulle malattie cardiometaboliche e sul suo valore per le persone, i sistemi sanitari e la società .
«L'obesità è una malattia cronica multifattoriale molto complessa associata allo sviluppo di moltissime altre malattie croniche non trasmissibili, come tumori, malattie renali e del fegato, ma soprattutto è alla base di diabete e ipertensione, principali fattori di rischio per le maggiori malattie cardiovascolari, come infarto, ictus e insufficienza cardiaca. I dati presentati oggi sono un ulteriore conferma dei benefici cardiovascolari di semaglutide 2,4 mg, che si è mostrata in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari già nei primi tre mesi, ancor prima di una significativa perdita di peso», commenta Prof. Paolo Sbraccia, Presidente IBDO- Italian Barometer Diabetes Observory Foundation.
Ogni anno, in Italia più di 200 mila persone muoiono a causa di malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte nel nostro Paese. Il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari cresce con l'aumento dell'obesità ; molte più persone vivranno con il peso dell'obesità e delle malattie cardiovascolari, tanto che a livello globale i decessi per malattie cardiovascolari legate all'obesità sono in aumento: due persone su tre in sovrappeso o con obesità muoiono per malattie cardiovascolari. Un intervento tempestivo è fondamentale per ridurre il rischio di morte, infarto o ictus nelle persone con obesità .
L'obesità è una malattia cronica che richiede una gestione a lungo termine, è associata a molte gravi conseguenze per la salute e a una riduzione dell'aspettativa di vita. In particolare, è legata a un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2, malattie renali croniche, malattia epatica legata a disfunzione metabolica (MASH), cancro, malattie cardiovascolari, tra cui infarto e ictus, glicemia elevata e diabete, ipercolesterolemia, ipertensione e infiammazione.
SELECT
SELECT è uno studio di superiorità multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, controllato con placebo, disegnato per valutare l'efficacia di semaglutide 2,4 mg rispetto al placebo in aggiunta alle cure standard per la prevenzione di MACE in persone con malattia CV accertata, in sovrappeso o obesità e senza precedenti di diabete, per un periodo di circa cinque anni. Le persone incluse nello studio erano di età superiore ai 45 anni con un IMC ≥27 kg/m2.
L'obiettivo primario dello studio SELECT era dimostrare la superiorità di semaglutide 2,4 mg rispetto al placebo per una riduzione relativa del rischio combinato di morte cardiovascolare, infarto non fatale (infarto miocardico) o ictus non fatale. Gli obiettivi secondari principali erano confrontare gli effetti di semaglutide 2,4 mg rispetto al placebo per quanto riguarda la mortalità , l'insufficienza cardiaca, i fattori di rischio cardiovascolare, compreso il metabolismo del glucosio, il peso corporeo e la funzione renale. SELECT ha dimostrato che il trattamento con semaglutide 2,4 mg riduce del 20 per cento il rischio di MACE per una durata media di 39,8 mesi. Lo studio, iniziato nel 2018, ha arruolato 17.604 adulti ed è stato condotto in 41 Paesi in oltre 800 centri.
I dati di SELECT sono stati presentati al congresso annuale dell'American Heart Association (AHA) nel novembre 2023 e pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM).
Semaglutide 2,4 mg
Semaglutide 2,4 mg per via sottocutanea una volta alla settimana è un agonista del recettore GLP-1.
Semaglutide 2,4 mg è stato approvato nel gennaio 2022 dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) in Europa, in aggiunta a una dieta ipocalorica e a un aumento dell'attività fisica, per la gestione del peso, in adulti con un IMC (Indice di Massa Corporea, altrimenti conosciuto come BMI) pari o superiore a 30 kg/m2 (obesità ), o in adulti con un IMC pari o superiore a 27 kg/m2 (sovrappeso) in presenza di almeno una comorbidità correlata al peso, come disglicemia (pre-diabete o diabete mellito tipo 2), ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno o malattia cardiovascolare. Successivamente ha ottenuto anche l'indicazione all'uso per gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni con un IMC iniziale pari o superiore al 95esimo percentile per età e sesso (obesità ) e un peso corporeo superiore a 60 kg.
Un'altra ricerca conferma che il farmaco ha un effetto protettivo indipendente dalla perdita di peso che si riesce a ottenere.
Lo studio è stato realizzato su soggetti in sovrappeso oppure obesi ma senza diabete che avevano subito un infarto, un ictus o un'arteriopatia periferica. I soggetti hanno assunto semaglutide, agonista GLP1 utilizzato per controllare la glicemia nelle persone con diabete di tipo 2 quando la metformina, il farmaco di prima scelta, da sola non basta o non può essere utilizzata, oppure in chi ha il diabete e un alto rischio cardiovascolare perché per esempio ha già avuto un infarto o un ictus.
L'assunzione del farmaco comporta una perdita di peso consistente, per cui viene prescritto anche a persone obese o con un indice di massa corporea superiore a 30, o a chi ha un indice superiore a 27 e problemi cardiovascolari. In questi casi, il dosaggio del farmaco è più alto.
In precedenza, i dati mostravano una perdita di peso considerevole associata a una riduzione del 20 per cento del rischio cardiovascolare, ma secondo la nuova analisi i benefici cardiovascolari sarebbero indipendenti dal dimagrimento.
John Deanfield dello University College di Londra, coordinatore dell'indagine, ha spiegato che «dimagrire riduce il rischio cardiovascolare, ma i dati mostrano che con semaglutide l'ampiezza dell'effetto su cuore e vasi è indipendente dal peso: devono perciò essere presenti meccanismi diversi, che per esempio potrebbero essere dovuti alla presenza dei recettori GLP1 sull'endotelio che riveste le arterie o anche a una migliore qualità della dieta di chi viene trattato con il farmaco».
Luca Busetto, vicepresidente EASO per il Sud Europa, commenta: «Nel caso dello scompenso cardiaco, un'altra malattia cardiovascolare nella quale si sono visti esiti positivi con l'utilizzo di un agonista GLP1, i vantaggi sembrano tutti dovuti alla perdita di tessuto adiposo, che alleggerisce il lavoro del cuore. Per eventi come infarti e ictus sembrano invece essere presenti meccanismi indipendenti dal peso, che forse dipendono dalla presenza dei recettori GLP1 in molti tessuti; obesità e malattie cardiovascolari condividono uno stato di infiammazione cronica di basso grado, è perciò possibile che l'effetto passi anche da una modulazione dell'infiammazione. Circa la metà dei pazienti che hanno già avuto eventi cardiovascolari è sovrappeso od obeso, perciò si tratta di una buona notizia per la prevenzione secondaria di infarti e ictus; in futuro si dovrà capire se anche altri farmaci agonisti GLP1 che sono in arrivo abbiano o meno gli stessi effetti sul rischio cardiovascolare».
Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante
Questa pagina è stata letta
333760 volte