I falsi miti sull'alimentazione

I luoghi comuni più frequenti sfatati dall'esperto

Il mondo delle diete e dell'alimentazione è spesso controverso: dai consigli fai da te fino alle convinzioni infondate è sempre difficile trovare informazioni affidabili. Sono infatti molti e diffusi i falsi miti che, nella maggior parte dei casi, rischiano di confondere le idee e creare disinformazione. Inoltre, affidarsi alle false credenze può esporci al rischio di adottare comportamenti scorretti o compromettere la nostra salute.
Mangiare la frutta a fine pasto peggiora la digestione? È sempre meglio scegliere il prodotto light? A quali informazioni dobbiamo affidarci?
A fare chiarezza su alcuni di questi falsi miti il dietista e divulgatore Dott. Giuliano Ubezio.

1) L'ananas brucia i grassi. L'ananas è un frutto ricchissimo di acqua e povero di calorie a cui, spesso, viene associata la capacità di bruciare i grassi. Il falso mito nasce dal fatto che l'ananas contiene la bromelina, una sostanza in grado di rompere le molecole degli alimenti rendendoli così più digeribili. L'ananas, quindi, favorisce la digestione e, vista la quantità di acqua che contiene, è molto efficace come drenante. Nonostante questo, però, dire che bruci i grassi non è corretto.
2) Mangiare la frutta a fine pasto peggiora la digestione. Alcune componenti della frutta possono causare sensazioni di gonfiore, ma se non si hanno condizioni specifiche come colite ulcerosa o sindrome dell'intestino irritabile, non ci sono fastidi. Mangiare frutta alla fine del pasto può rallentare il rilascio di zuccheri nel sangue, favorire l'assorbimento del ferro e proteggere la digestione grazie agli antiossidanti.
3) Bisogna consumare subito le patate altrimenti diventano tossiche. La colorazione scura è solo una reazione chimica senza pericoli. Le patate possono contenere glicoalcaloidi, sostanze tossiche che si concentrano principalmente nella buccia, ma la cottura a elevate temperature e la rimozione della buccia riducono il rischio.
4) Le uova aumentano il colesterolo. Le uova non contribuiscono all'aumento dei livelli di colesterolo, al contrario contengono molti nutrienti fondamentali per il nostro organismo. Contrariamente a quello che possiamo pensare, soltanto una minima parte del colesterolo presente nel nostro sangue è assimilata tramite alimentazione. Il tuorlo dell'uovo, pur contenendo colesterolo, è ricco di grassi saturi ma non è responsabile del suo aumento mentre l'albume ne è addirittura privo.
5) È sempre meglio scegliere il prodotto light. Un cibo, per essere definito “a ridotto contenuto calorico”, deve fornire almeno il 30% in meno delle calorie. Così facendo però, si corre il rischio di ridurre, insieme alle calorie, anche vitamine, acidi grassi e altri nutrienti. Gli alimenti light possono quindi avere una composizione diversa rispetto a quelli tradizionali; inoltre, la convinzione di essere ipocalorici potrebbe indurci ad assumerli in quantità maggiore.

15/06/2023 09:35:24 Andrea Sperelli


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