A che ora mangiare per preservare il buonumore

Bisogna cercare di rispettare il ritmo circadiano anche nell'alimentazione

Il rispetto del ritmo circadiano non riguarda solo il sonno, ma anche l'alimentazione. Gianluca Castelnuovo, docente di Psicologia Clinica all'Università Cattolica di Milano e ricercatore in disturbi alimentari, obesità e food addiction presso l'Istituto Auxologico Italiano, spiega a Repubblica il perché: "Chi ha i ritmi circadiani stravolti corre un rischio maggiore di sviluppare depressione e ansia, sovrappeso e obesità. L'orologio biologico stimola la produzione di determinati ormoni in base alla luce o al buio, così nelle ore diurne l'organismo è predisposto a svolgere determinate attività, in quelle notturne a riposare", continua l'esperto. "Se accade il contrario ci si ritrova a combattere contro un corpo che non vorrebbe stare sveglio e per farlo si utilizzano soprattutto bevande stimolanti oppure tanta caffeina. Ma l'organismo di notte non assorbe nutrienti e sostanze nello stesso modo in cui farebbe durante le ore diurne, perché il metabolismo segue fasi differenti a causa dei diversi livelli ormonali. Solo per fare due esempi, varia la concentrazione di melatonina, l'ormone del sonno più concentrato di notte, e quella di cortisolo, un ormone coinvolto nei processi metabolici di carboidrati, lipidi e proteine, che invece è maggiore di giorno e minore nelle ore notturne. La reiterazione di questa sfasatura cronobiologica può provocare un aumento di peso e incidere negativamente sull'equilibrio dei valori endocrino-metabolici e quindi sull'umore. Senza contare la difficoltà nel provare a dormire quando fuori il mondo è attivo, o la frustrazione del mangiare da soli, magari rapidamente e in un contesto notturno poco confortevole".
Uno studio del Brigham and Women's Hospital di Boston ha analizzato l'effetto della scelta di un orario per mangiare invece di un altro sul tono dell'umore.
Lo studio ha coinvolto 19 persone simulando turni di lavoro notturno. I 19 sono stati divisi in due gruppi, il primo dei quali consumava i pasti solo negli orari diurni e il secondo sia in quelli diurni che notturni. È emerso così che più evidente è il disallineamento circadiano, maggiore sarà l'associazione con i disturbi dell'umore durante il lavoro notturno.
"I nostri risultati forniscono prove per la tempistica dell'assunzione di cibo come una nuova strategia per ridurre al minimo la vulnerabilità dell'umore negli individui che soffrono di disallineamento circadiano, come le persone impegnate nel lavoro a turni o che soffrono di jet lag", hanno scritto gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
Stando ai dati, depressione e ansia sarebbero aumentate rispettivamente del 26 e del 16% nel gruppo di chi mangiava sia di giorno che di notte, e molto meno nel gruppo dei mangiatori diurni.
"Mangiare solo di giorno in allineamento con l'orologio biologico significa godere dei massimi benefici del cibo e dei suoi nutrienti, rispettando i ritmi naturali del corpo”, commenta Castelnuovo.
"Come il sonno, anche l'alimentazione è strettamente legata all'orologio biologico e alla nostra salute mentale. Il loro rapporto è molto delicato e ci sono alcune situazioni che possono metterlo in crisi, come quella analizzata nello studio. L'importante è capire qual è il primo tassello a cedere, altrimenti può diventare complesso individuare causa e conseguenza".

02/11/2022 11:55:09


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