Parkinson, 7 consigli per migliorare il movimento

Strategie di compensazione della deambulazione

Il Parkinson costringe il corpo a una progressiva perdita della capacità di movimento. Difficoltà di equilibrio, rigidità, rallentamenti sono gli ostacoli contro cui combattono ogni giorno malati e chi se ne prende cura.
Ci sono però delle strategie di compensazione della deambulazione che potrebbero aiutare questi pazienti. Uno studio del Radboud University Medical Centre di Nijmegen, in Olanda, segnala però il fatto che raramente queste procedure vengono messe in atto.
Le 7 strategie sono le seguenti:

1) il ricorso a un segnale esterno (per esempio andare a ritmo di un metronomo);
2) il ricorso a un segnale interno (contare i passi);
3) lavorare sull'equilibrio disegnando curve più ampie o spostando il peso in modo opportuno prima di fare un passo;
4) lavorare sul proprio stato mentale attraverso tecniche di rilassamento;
5) imitare l'azione visualizzando il movimento nella propria mente oppure osservando l'andatura di un'altra persona;
6) modificare la propria camminata esercitandosi con salti o camminando all'indietro;
7) muovere le gambe in modo diverso, ad esempio imitando la pedalata in bicicletta.

I ricercatori olandesi hanno proposto a oltre 4.300 pazienti con problemi di deambulazione un sondaggio per cercare di capire in che misura queste strategie fossero conosciute e utilizzate. È emerso che solo il 4% dei soggetti le conosceva tutte.
In media, gli interessati ne conoscevano solo 3, il 17% non ne aveva mai sentito parlare e il 23% non le aveva mai provate.
Le strategie più popolari tra gli intervistati sono il ricorso a un segnale esterno (47%) e a un segnale interno (45%). Solo il 14% delle persone, invece, aveva sentito parlare della strategia per imitazione.
Secondo i ricercatori, le strategie di compensazione non sono utili per tutti, e il ricorso a una strategia invece che a un'altra potrebbe essere legato al contesto in cui si trova il paziente. In pubblico, ad esempio, un soggetto potrebbe preferire una certa strategia perché meno riconoscibile come tale, evitando così un possibile imbarazzo.
"I nostri risultati suggeriscono che un approccio 'taglia unica' non funziona perché contesti diversi possono richiedere strategie diverse o perché le persone semplicemente rispondono meglio a una strategia rispetto a un'altra", ha commentato Anouk Tosserams, tra gli autori dello studio.
"Le istruzioni su come utilizzare in modo sicuro ciascuna strategia - ha precisato Michael S. Okun, consulente medico di Fondazione Parkinson - dovrebbero provenire direttamente da medici, fisioterapisti e operatori sanitari ben preparati, in possesso di un'adeguata esperienza con la malattia di Parkinson".

11/10/2021 Andrea Piccoli


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