Una t-shirt che monitora i parametri vitali potrebbe accorciare i tempi di degenza dei pazienti sottoposti a un intervento di urologia oncologica.
La notizia arriva da Madrid, dov'è in corso il congresso della European association of urology (Eau). A diffonderla, la comunità scientifica italiana, che ha presentato i risultati di uno studio pilota condotto su settanta pazienti.
Gli specialisti della Sapienza università di Roma hanno testato la risposta di un gruppo di uomini sottoposti a un intervento per l'asportazione di neoplasie della prostata, della vescica e del rene (nefrectomia parziale e totale) con approccio robotico.
Il dispositivo, progettato da un'azienda specializzata in telemonitoraggio (Let's wearable solutions), consiste in una maglietta con dei sensori in grado di rilevare una serie di parametri (attività elettrica del cuore, frequenza cardiaca e respiratoria, saturazione, glicemia e temperatura) e di inviarli a un software consultabile anche tramite un'applicazione.
I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi. Coloro che hanno indossato il dispositivo - per tre ore al giorno: tra le 7 e le 10, le 14 e le 17 o le 19 e le 22 - sono stati dimessi in media da due a quattro giorni dopo l'intervento. Tutti gli altri, da tre a cinque giorni dopo: secondo i tempi canonici di degenza dopo interventi di questo tipo.
Ma non solo. Il tasso di riammissione in ospedale - prima del follow-up programmato - è stato più alto nei pazienti inseriti nel gruppo di controllo (26 per cento) rispetto a quello rilevato tra i pazienti che indossavano il dispositivo (sei per cento). Il monitoraggio (per un periodo medio di 13,5 giorni) ha permesso anche di rilevare l'insorgenza di problematiche cardiologiche in cinque pazienti, consentendo diagnosi e trattamenti più precoci.
“I pazienti hanno trovato la t-shirt facile da usare e oltre il novanta per cento di loro ha riferito di essersi sentito più sicuro durante il periodo di convalescenza trascorso a casa”, afferma Antonio Pastore, dirigente medico del reparto di urologia dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina e professore associato di urologia alla Sapienza Università di Roma, che ha presentato i dati nella capitale spagnola.
A migliorare la qualità della vita (dei pazienti) e le performance (ospedaliere)
Considerando che il tempo di dimissione standard dopo questo tipo di intervento assistito da robot può essere di almeno 72 ore, poter consentire ai pazienti di tornare a casa prima ha un impatto sulla loro qualità di vita e offre agli ospedali la possibilità di un più rapido turnover dei posti letto.
Maarten Albersen, urologo dell'ospedale universitario di Leuven (Belgio) e presidente del congresso Eau, ha commentato così i risultati dello studio: “Questa maglietta sembra essere una promettente tecnologia di monitoraggio remoto per aiutare i pazienti a riprendersi bene a casa dopo un intervento urologico assistito da robot. La sperimentazione è in fase iniziale, ma le intuizioni sono molto interessanti, soprattutto perché i pazienti hanno accettato con entusiasmo il dispositivo indossabile e questo è stato in grado di rilevare complicazioni in tempo reale e ridurre i ricoveri ospedalieri non necessari”.
Già avviato uno studio per valutare il rapporto di costo-efficacia del dispositivo
Date le dimensioni e la natura preliminare della sperimentazione, “prima di poter vedere questo tipo di dispositivo indossabile nella pratica clinica sono necessari più dati sulla sua capacità di supportare dimissioni ospedaliere anticipate e sul suo vero impatto sui risultati e sul rapporto costi-efficacia”.
Un aspetto, quest'ultimo, su cui i ricercatori hanno già iniziato a fare luce avviando uno studio di Hta della tecnologia.
Fonte: AboutPharma
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