La dieta del rientro

Ecco i 10 segreti dell’esperto

Conosciamo perfettamente la teoria, eppure ogni anno commettiamo gli stessi “piacevoli errori”. Lasciarsi andare ai piaceri di essere in vacanza, porzioni decisamente troppo abbondanti, eccedere con alcuni alimenti pur sapendo che non ci fanno bene, abbandonarsi alla sedentarietà e all’ozio delle giornate di festa.
E poi? Il rientro porta con sé tutta una serie di benefici legati al riposo e alla spensieratezza, ma a volte anche pesantezza, chili di troppo e quindi conseguenze negative per il corpo e la salute.
L’imperativo è dunque tornare a uno stile di vita più sano, a corrette abitudini alimentari e al giusto movimento. Ma cosa fare quando alla necessità di depurarsi si aggiungono tutte le complicazioni di chi deve affrontare un problema intimo come l’incontinenza?
Perché il problema è più vicino di quello che si pensi: si calcola che 1 donna su 4 prima della menopausa e 2 su 5 dopo la menopausa abbiano problemi di incontinenza. Ed è proprio a queste donne che si rivolge Debora Marchiori, specialista in Urologia a Bologna e Coordinatore Nazionale gruppo "SIUrO Giovani" Società Italiana di Uro-Oncologia, suggerendo alcuni trucchi e rimedi per affrontare al meglio il rientro dalle feste.

Ecco cosa fa bene:

1. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. L’acqua non è un tabù, è necessario distribuire il consumo durante tutta la giornata evitando di assumere bevande troppo calde o troppo fredde. La distribuzione del carico idrico in piccole quantità durante tutta la giornata, così come l’assunzione di sostanze a temperatura ambiente sottopone la vescica ad un minore stress.

2. Mirtilli e frutti ricchi di vitamina C: gli insospettabili alleati. Il mirtillo ha un’azione antinfiammatoria e la vitamina C (ad esempio arance, ananas, kiwi, etc) è necessaria per acidificare le urine e rendere l’ambiente sfavorevole ai batteri che possono generare un’infezione.

3. Yogurt, Il compagno della linea. Mangiare cibi a base di fermenti lattici come lo yogurt è un ottimo rimedio. I fermenti lattici favoriscono la proliferazione della flora batterica intestinale e regolarizzano il transito intestinale riducendo il rischio di coliti, uno dei maggiori responsabili di infezioni alle vie urinarie.

4. Gli alimenti a base di vitamina D, i piacevoli amici (es. formaggio, latte, tuorlo d’uovo funghi, gamberetti, aringa, merluzzo, salmone, etc). La vitamina D ha un effetto protettivo nel preservare il tono dello sfintere uretrale e quindi nel diminuire il rischio di incontinenza da sforzo e di iperattività vescicale.

5. I piatti ad alto contenuto di fibre, un positivo aiuto. È importante assumere cibi che favoriscono la propria regolarità come tutti gli alimenti ricchi di fibre (ad esempio brodo di carne, frumento, avena, etc.)

6. Esercizio fisico, mai senza. Prediligi il nuoto ed esercizi che non gravino eccessivamente sulla muscolatura addominale. È inoltre importante concentrarsi sulla ginnastica perineale per rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico.

Ecco cosa non fa bene:

7. Alcool. Evitare l’assunzione di alcolici perché favoriscono l’iperattività della vescica, interferendo attraverso vie neurogene deputate al controllo della minzione, e la diuresi.

8. Teina e caffeina. Tè e caffè rappresentano sostanze altamente eccitanti, anche per la vescica; sono quindi da escludere dalla propria dieta.

9. Sale, il guastafeste. È importante limitare il consumo di sale negli alimenti poiché il sodio favorisce la diuresi.

10. Sforzi eccessivi. Riduci gli esercizi che prevedono un aumento della pressione addominale sul pavimento pelvico come aerobica e step. Se possibile, risparmiali per la fine del tuo allenamento: in caso di perdite incontrollate, infatti, sarà più facile cambiare protezione assorbente.

“Per le donne che soffrono di incontinenza tornare in forma è ancor più difficile. Convivere con le perdite urinarie, infatti, può impedire o altera alcune delle principali regole solitamente seguite da chi vuole depurarsi. Basta pensare all’attività fisica o al bere molta acqua, pratiche sicuramente utili allo scopo ma capaci di creare disagi non indifferenti a chi soffre di incontinenza, aumentando il rischio di perdite inaspettate”, spiega Debora Marchiori.

10/01/2017 17:20:00 Andrea Piccoli

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