I benefici del parto in acqua

Ma molti esperti non sono d'accordo

Uno studio pubblicato su BMJ Open evidenzia i benefici collegati con il parto in acqua sia per la mamma che per il bambino. Si evidenzia una minor necessità di intervenire e un numero inferiore di complicazioni durante e dopo il parto rispetto alle cure standard, oltre a livelli di soddisfazione più alti.
«L'immersione in acqua offre benefici per la madre e il neonato, se effettuata in ambito ospedaliero, e può essere considerata un intervento a bassa tecnologia per migliorare la qualità e la soddisfazione delle cure. Si tratta di un metodo efficace per ridurre il dolore durante il travaglio, senza aumentare il rischio», spiega Ethel Burns della Oxford Brookes University, nel Regno Unito, prima autrice del lavoro.
Il parto in acqua prevede l'uso di una vasca per rilassarsi durante il travaglio. La donna può decidere di partorire fuori dalla vasca o di rimanere dentro anche per il parto vero e proprio.
I ricercatori inglesi hanno messo a confronto gli interventi sanitari necessari durante e dopo il travaglio nei due diversi tipi di parto in acqua e in rapporto al parto tradizionale.
Sono stati analizzati i dati di 36 studi che hanno coinvolto 157.546 donne, scoprendo che l'opzione parto in acqua presenta indubbi vantaggi per donna e bambino, senza mostrare criticità riguardanti la sicurezza.
Rispetto al parto tradizionale, quello in acqua ha ridotto in maniera significativa l'uso di epidurali, oppioidi, episiotomia, dolore ed emorragie dopo il parto, aumentando il grado di soddisfazione delle madri e le probabilità di un perineo intatto. La percentuale di tagli cesarei è rimasta la stessa, ma fra i nati in acqua si è registrato un numero più alto di rottura del cordone ombelicale, probabilmente a causa della trazione del cordone quando il neonato viene sollevato in superficie.
Alcuni esperti sottolineano tuttavia che i dati non sono abbastanza omogenei e che ci sarebbe bisogno di più lavori condotti in strutture guidate da ostetriche o in ambiente domestico per avere un quadro più completo della situazione.
Le conclusioni dello studio sono in netta contrapposizione con le linee guida dell'American Academy of Paediatrics e dell'American College of Obstetricians and Gynaecologists.
Fra i rischi avanzati dagli esperti americani ci sono soprattutto le infezioni, pericolose e potenzialmente letali per l'organismo ancora immaturo del neonato, ma anche emorragie difficili da controllare e addirittura annegamenti.
Il parto in acqua si sta diffondendo sempre più, soprattutto in alcune zone come il Regno Unito, dove la maggior parte delle unità di maternità ha a disposizione almeno una vasca da parto. Inoltre, le madri che intendono effettuare questa esperienza possono anche decidere di noleggiare delle piccole piscine per partorire magari a casa. Secondo le stime, almeno una donna su 100 decide di partorire in acqua.
Gli esperti americani sembrano molto rigidi sull'argomento. È vero che il parto in acqua può diminuire la necessità di ricorrere agli antidolorifici nonché la durata del travaglio, scrivono gli autori su Paediatrics, ma gli studi che hanno analizzato i pro e i contro sono troppo pochi per stabilire un reale beneficio.
Al contrario, le possibili complicanze sono ben chiare, dalle infezioni dovute all'acqua sporca alle emorragie, dalle convulsioni ai problemi respiratori. Secondo uno studio epidemiologico, il 12 per cento dei bambini nati in acqua ha avuto poi bisogno di cure particolari, una percentuale decisamente significativa.


Fonte: BMJ Open 2022. Doi: 10.1136/bmjopen-2021-056517
BMJ Open

12/07/2022 16:45:00 Andrea Piccoli


Notizie correlate