Dalla Francia arriva il Parkour

Una tecnica di addestramento militare si trasforma in disciplina di tendenza

Se una notte vedrete qualcuno saltare siepi e ringhiere, arrampicarsi su muretti e panchine destreggiandosi con grande agilità, non abbiate paura. Con ogni probabilità non si tratterà di un ladro, ma di un “traceur” (ovvero colui che “traccia” un percorso), come si definiscono gli appassionati di una disciplina nata qualche anno fa in Francia e che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia: il Parkour.
Il Parkour è una sorta di sport metropolitano che si basa sulla continua simulazione di una fuga. Le piroette, i salti e le arrampicate, i passaggi da un tetto all'altro per i più talentuosi sono gli aspetti più spettacolari di questa disciplina che si ispira ai concetti espressi da un militare francese della fine dell'800, tale Georges Hébert, il quale decise di creare un metodo di allenamento utile per l'addestramento delle truppe. Pensava che il miglior modo per allenare un soldato fosse di farlo esercitare nei movimenti naturali che un uomo sa fare in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede.
Il sistema ideato da Hébert prese il nome di “Parcours du Combattant” (percorso del combattente), al quale si ispirarono David Belle e Hubert Koundé quando diedero vita alla nuova disciplina nel 1998.
L'obiettivo del Parkour è di spostarsi nel modo più efficiente possibile. L'efficienza sta nella velocità abbinata alla sicurezza dei movimenti, ma anche e soprattutto nell'essenzialità e nell'economia di ogni spostamento. Rientra nel Parkour tutto ciò che può tornare utile per fuggire.
L'allenamento si divide in due fasi: il potenziamento fisico e la pratica sui percorsi (o tracciati). L'esercizio fisico utilizzato per potenziare la propria struttura può basarsi su qualsiasi tipo di attività considerata utile, che aiuti a migliorare il controllo del corpo e aumentare i propri parametri di forza, velocità ed equilibrio. La seconda fase, invece, è l'elemento caratterizzante del Parkour, in quanto prevede la scelta di un punto di partenza e uno di arrivo e l'analisi critica di tutti gli ostacoli tra i due. Il “traceur” esperto è in grado di trovare le combinazioni giuste di tecniche e movimenti per percorrere il tracciato nel modo più fluido possibile. Molti “traceurs” hanno dei tracciati prediletti che continuano a perfezionare negli anni.
Nel Parkour ciascuno gioca la propria sfida con se stesso cercando di avanzare a “step” più elevati solo se avrà ottenuto un livello di estrema padronanza sul piano-psicofisico e delle proprie performance nelle precedenti fasi.
La particolarità del Parkour sta nell'adozione di un vero e proprio stile di vita. È evidente infatti la valenza simbolica che gli ostacoli fisici sul proprio percorso possono assumere. Superare un muro o saltare da un tetto insegna a non arrendersi mai davanti a un problema, ma al contrario a sfruttarlo per proseguire in modo ancora migliore la marcia verso il proprio obiettivo finale.
Anche l'abbigliamento del “traceur” è improntato all'essenzialità: pantaloni larghi, felpe e scarpe da ginnastica. Gli amanti della disciplina scelgono preferibilmente la notte per allenarsi, perché in quel momento possono sfruttare al meglio le possibilità che offre loro la città, libera dal traffico e dalle persone.
Prima di iniziare nel percorso, il “traceur” deve dedicare necessariamente un po' di tempo al riscaldamento e alle tecniche di stretching, fondamentali nella pratica del Parkour.
Una delle prime cose da imparare è l'atterraggio: la fase di caduta infatti rappresenta il primo banco di prova per ogni “traceur”, che deve essere in grado innanzitutto di atterrare in maniera corretta, evitando uno sforzo inutile e dannoso alle articolazioni, e poi riuscire a trasferire l'energia e la velocità della caduta in uno slancio per i movimenti successivi.
Un'altra componente essenziale è l'equilibrio. I “traceurs” utilizzano spesso i corrimano come asse di equilibrio; un po' come i funamboli del circo, eseguono i loro movimenti in salita, discesa e a occhi chiusi.
Alcune tecniche particolari sono diventate famose grazie soprattutto ai video che circolano in rete. È il caso del Tic-tac, ovvero della serie di passi che il “traceur” riesce a compiere su una parete verticale. I più esperti riescono addirittura a eseguire cinque passi. Il Salto del gatto, invece, serve per collegare due punti divisi: il “traceur” simula l'azione naturale del gatto distendendo nella fase esplosiva del salto tutto il corpo per poi raggrupparlo nell'atterraggio. È preceduto quasi sempre da un'azione di corsa o rincorsa a velocità elevata.
Il Sotto sbarra prevede il superamento di un ostacolo da sotto e non da sopra. Ad esempio, le sbarre alte di alcuni corrimano suggeriscono questa tecnica che consente maggiore fluidità e continuità nella fase di avanzamento.
Dopo una prima forma di diffusione tramite Internet, il Parkour sta diventando sempre più popolare sia in Europa che negli Stati Uniti, e le sue tecniche stanno invadendo gli spot pubblicitari, i video musicali e i film. Tuttavia, molti ragazzi si avvicinano alla disciplina per motivi superficiali, affascinati come sono dalla sua spettacolarità.
È bene tener presente, al contrario, che il Parkour ha un suo significato e una sua filosofia che tendono al raggiungimento, attraverso l'esercizio fisico e le tecniche descritte, dell'equilibrio interiore di ogni individuo.

15/06/2022 Andrea Piccoli


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