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25/09/2012 Nei fumatori la durata del sonno profondo è più breve

Chi fuma dorme male e poco
Spegnete le sigarette per sempre. È il messaggio lanciato da uno studio tedesco pubblicato su Addiction Biology che ha analizzato gli effetti del fumo sulla qualità del sonno dei partecipanti. Lo studio ha coinvolto più di 1000 fumatori e più di 1200 non fumatori, prendendone in esame le abitudini. Stando ai dati, il 28,1 per cento dei fumatori mostra disturbi del sonno, contro il 19,1 dei non fumatori. Il 17 per cento di chi fuma, inoltre, dorme meno di 6 ore per notte, rispetto al 7 per cento ... (Continua)

12/07/2012 Possibile una diagnosi precoce di Alzheimer grazie alla Pet

Mutazione genetica protegge dall'Alzheimer
Un team di ricercatori islandesi ha individuato una mutazione genetica che aiuta a proteggere il cervello dalla formazione delle placche di beta-amiloide, la sostanza che accumulandosi causa l'insorgenza del morbo di Alzheimer.
Gli scienziati del gruppo “deCODE Genetics” di Reykjavik guidati da Kari Stefansson hanno analizzato il genoma di 1795 soggetti concentrandosi sul gene APP, il quale codifica la proteina precursore dalla quale si forma la beta-amiloide. I ricercatori, che hanno ... (Continua)

09/07/2012 10:18:43 Studio svela le ragioni del principale sintomo della patologia
Sindrome di Angelman, ecco il motivo delle crisi epilettiche
La sindrome di Angelman è una patologia genetica causata da un difetto nel processo di duplicazione cromosomica da imprinting genetico. I sintomi principali sono ritardo mentale, ipotonia, difficoltà di linguaggio, anomalie nei tratti somatici e soprattutto crisi epilettiche, che si riscontrano nel 90 per cento dei casi.
Ora una ricerca della University of North Carolina School of Medicine pare abbia scovato la causa scatenante dei fenomeni epilettici a carico dei pazienti. Si tratta di uno ... (Continua)
05/06/2012 15:41:13 Nuove prospettive per lo studio delle funzioni sensoriali

Svelati i circuiti di comunicazione dei sensi nel cervello
Quando percepiamo un suono o una luce, cosa succede nei circuiti nervosi del nostro cervello? I ricercatori del dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies (NBT) dell’Istituto Italiano di Tecnologia hanno scoperto che le varie aree sensoriali sono in competizione tra loro e che si attivano in modo gerarchico seguendo specifici canali di comunicazione.
La scoperta è descritta in un articolo pubblicato dalla rivista Neuron, una delle riviste scientifiche internazionali più rilevanti ... (Continua)

14/04/2012 10:10:43 Gli uomini di fronte alle donne “perdono la testa”

Tutta colpa del testosterone
Di fronte al fascino femminile i maschi rimbambiscono un po’ più delle femmine, lo afferma uno studio dell’Università olandese di Radboud pubblicato su Archives of Sexual Behaviour; la ricerca è stata condotta utilizzando un noto test di Stroop che in passato veniva utilizzato per valutare la capacità di concentrazione di un individuo; si tratta di una presentazione di carte colorate in cui è scritto il nome di un colore non corrispondente alla colore della carta presentata, cosicchè il ... (Continua)

28/03/2012 19:23:11 Un vero protagonista piuttosto che un fattore di secondo piano

Il cloro nella trasmissione neuronale
Sembrerebbe che il “cloro” giochi un ruolo importante nella trasmissione neuronale. A evidenziare questa novità è stato un gruppo di ricercatori guidati da Andrea Barberis, all'interno dell'Unità di Synaptic Neuroscience del Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies (Nbt) dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova.
Osservando le sinapsi utilizzando un’ottica un po’ più allargata, essi hanno riscontrato un ruolo di messaggero intracellulare da parte del cloro, che come un ... (Continua)

23/03/2012 15:04:25 I responsabili della sensazione di piacere e di dolore

I recettori delle sostanze oppioidi “mu” e “kappa”
È stata individuata la conformazione strutturale dei recettori più noti degli oppioidi i “mu” e “ kappa”, già da tempo riconosciuti come mediatori della sensazione del piacere e del dolore, oltre che giocare un ruolo nella regolazione del tono dell’umore e della dispercezioni tipiche dei disturbi psicotici.
Questo evento innesca nuove speranze per la ricerca di farmaci sempre più sicuri ed efficaci per la cura delle dipendenze da sostanze, per il trattamento di alcuni disturbi psichiatrici ... (Continua)

05/03/2012 20:31:52 Una crisi comiziale può insorgere in soggetti con predisposizione per più cause

Il fenomeno epilettico non è una malattia

Una rondine non fa primavera, così come una crisi epilettica non significa soffrire della malattia epilettica. Tutte le cellule nervose del Sistema Nervoso Centrale possiedono una soglia chiamata “epilettogena”, ossia un gradiente oltre il quale la cellula si eccita e rilascia i suoi neurotrasmettitori che a loro volta essendo di tipo eccitatorio o inibitorio potranno elicitare altre cellule.
Alcuni agenti fisici e/o chimici sono in grado in alcuni soggetti particolarmente predisposti di ... (Continua)

24/02/2012 11:36:51 Il neurotrasmettitore che abbassa il livello di ansia da perdita finanziaria

La trasmissione noradrenergica correla col gioco d’azzardo
La noradrenalina è un neurotrasmettitore ampiamente rappresentato nel cervello ed è stato correlato con il comportamento del giocatore d’azzardo. In un recente studio effettuato dalle Università di Kyoto, Chiba e Tokyo sono stati definiti i meccanismi di neurotrasmissione responsabili di questo fenomeno.
Gli studi di risonanza magnetica funzionale hanno già chiarito che sia la corteccia prefrontale (PFC), sia lo striato sia l'amigdala, rappresentano le strutture maggiormente implicate ma ... (Continua)

05/01/2012 13:58:10 Dall’eustress al distress durata e tipo di evento stressante fanno la differenza

Quando la sinapsi è “stressata”
Le sinapsi eccitatorie nel cervello, che utilizzano glutammato come neurotrasmettitore, rappresentano un bersaglio cruciale per l’azione dello stress e dei suoi mediatori. La reazione da stress è classicamente quella reazione che rende capace l’essere vivente di fronteggiare il pericolo. Per questo si parla di stress “buono” e “cattivo”, senza uno stato di attivazione, di “arousal”, non si potrebbero superare tutte quelle performance che un essere vivente deve superare per sopravvivere, questo ... (Continua)

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