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ARTICOLI
TROVATI : 46
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Risultati da 21 a 30 DI 46
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| 05/07/2016 In sperimentazione JQ1, in grado di fermare la forma più aggressiva del tumore |
Cancro al seno, nuovo farmaco lo blocca
La forma più aggressiva e resistente di cancro al seno può essere trattata con un nuovo farmaco denominato JQ1. Lo dice uno studio del Cancer Research UK pubblicato su Oncogene. Lo studio, firmato dal dott. Alan McIntyre dell'Università di Nottingham, segnala che la nuova molecola è in grado di modificare la reazione delle cellule tumorali allo stato di ipossia che si verifica in oltre la metà dei tumori del seno, soprattutto nelle forme triplo-negative, le più difficili da trattare. Queste ... (Continua)
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| 20/04/2016 17:00:00 Lenvatinib ed everolimus agiscono meglio insieme |
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Tumore del rene, nuova associazione efficace
In caso di tumore del rene, l'associazione lenvatinib/everolimus si rivela efficace. Uno studio pre-clinico condotto con lenvatinib più everolimus in modelli di cellule endoteliali umane dimostra infatti una maggiore inibizione dell'angiogenesi indotta dal fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF, vascular endothelial growth factor) e dal fattore di crescita dei fibroblasti (FGF, fibroblast growth factor) rispetto a ciascun farmaco in monoterapia. L'associazione ha mostrato ... (Continua)
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| 14/12/2015 10:25:00 Protesi ottenuta grazie a ossa prelevate da cadavere |
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C'è anche il trapianto di gomito
Una complessa operazione chirurgica ha consentito a un uomo di riacquistare il movimento del braccio compromesso da un serio danno cerebrale. È successo all'Ospedale dell'Angelo di Mestre, dove un'équipe di chirurghi diretta da Andrea Miti ha provveduto a impiantare una protesi formata da ossa prelevate da cadavere. "L'intervento – precisa Miti - non è il primo che viene effettuato, ma è di particolare interesse perché solitamente avviene su pazienti che hanno un tumore. In questo caso si è ... (Continua)
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| 04/08/2015 14:42:21 La riduzione dell'ossigeno mette in moto meccanismi benefici |
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La montagna aiuta a dimagrire
Una lieve condizione di ipossia aiuta l'organismo a non ingrassare. È la conclusione di uno studio dell'Università di Navarra, che rivela la capacità dell'alta quota di interferire positivamente sui meccanismi che regolano il metabolismo. La ricerca è stata realizzata su un numero cospicui di ex studenti dell'ateneo reclutati nell'ambito del progetto SUN, uno studio di coorte prospettico che ha l'obiettivo di verificare l'effetto della dieta sull'ipertensione e su altre patologie. I ... (Continua)
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| 13/05/2015 11:58:00 Nessun effetto sulla durata dell'ospedalizzazione |
Bronchiolite, la soluzione salina non serve
Trattare i neonati affetti da bronchiolite con la nebulizzazione di soluzione salina non serve. Una ricerca pubblicata su Thorax rivela l'inefficacia del trattamento, che non contribuisce a ridurre i tempi di ospedalizzazione. Una percentuale di neonati che varia dall'1 al 3% è interessata dal disturbo durante il primo anno di vita. Per gestire la malattia ci si serve di ossigeno allo scopo di correggere lo stato di ipossia che caratterizza i piccoli pazienti. Secondo alcuni studi sarebbe ... (Continua)
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| 18/12/2014 11:51:00 Nuovo tipo di trattamento del cancro |
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Nanoparticelle d’oro eliminano le cellule tumorali
Utilizzare la temibile capacità delle cellule tumorali di sopravvivere anche in condizioni di scarsa ossigenazione per renderle riconoscibili da parte di nanoparticelle d’oro in grado di individuarle e distruggerle. È quanto realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di fisica applicata del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifac-Cnr) e dell’Università di Firenze. La nuova tecnologia, illustrata su Advanced Functional Materials, è protetta da brevetto. “Le cellule tumorali si ... (Continua)
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| 28/11/2014 11:50:00 Anche una riduzione minima di ossigeno causa problemi di vigilanza |
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Gli effetti dell'ipossia sul cervello
La riduzione anche minima dell’apporto di ossigeno al cervello, la cosiddetta ipossia, compromette risposte comportamentali e livelli di allerta, restano invece inalterate l’attenzione e il controllo sulle azioni. È quanto emerge da uno studio condotto da Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Segrate (Milano), in collaborazione con Alice Mado Proverbio del NeuroMI - Milan Center for Neuroscience e docente di ... (Continua)
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| 16/09/2014 14:28:00 Studio italiano sui deficit neurocognitivi |
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Apnee, danni al cervello reversibili dopo il trattamento
Uno studio condotto dai ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele dimostra come i deficit neuro cognitivi associati a modificazioni strutturali del cervello nei pazienti con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA-obstructive sleep apnea), siano reversibili dopo il trattamento delle apnee. La ricerca, coordinata dal professor Luigi Ferini Strambi, neurologo e responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele Turro e dal professor Andrea Falini, primario di ... (Continua)
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| 28/08/2014 10:22:00 La disponibilità inferiore di ossigeno è la causa |
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L'alta quota aumenta la pressione
In montagna la quantità di ossigeno ridotta provoca un aumento della pressione arteriosa nelle 24 ore successive. Lo dimostra uno studio dell'Università di Milano-Bicocca e dell'Istituto Auxologico Italiano condotto sul Monte Everest e pubblicato sullo European Heart Journal. La ricerca ha anche evidenziato il ruolo positivo svolto dal farmaco telmisartan, un antipertensivo efficace anche nel contrastare gli effetti dell'alta quota fino a un'altitudine di 3400 metri, dopodiché diviene sempre ... (Continua)
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| 08/08/2014 09:52:03 Nuovo studio indaga sul nesso fra le due condizioni |
La natura del legame ischemia-Alzheimer
Il collegamento tra evento ischemico e degenerazione progressiva tipica dell’Alzheimer è al centro di un nuovo studio, frutto della collaborazione tra Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (In-Cnr) e Università dell’Aquila. Il lavoro, pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’, cerca di chiarire alcuni aspetti cellulari e molecolari, applicabili alle terapie per contrastare o rallentare la malattia. “Negli ultimi anni si è dimostrato come l’incidenza di ... (Continua)
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