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14/06/2023 16:45:00 Per le donne anche un rischio maggiore di infarto

Chi soffre di emicrania ha un maggior rischio di ictus
Le donne e gli uomini che soffrono di emicrania corrono un rischio più alto di avere un ictus ischemico. Le donne, inoltre, hanno anche una maggiore probabilità di subire un ictus emorragico o un infarto miocardico.
A segnalare queste correlazioni è uno studio dell’Università di Aarhus pubblicato su Plos Medicine. "L'ictus cerebrale è la prima causa di disabilità nell'adulto e la terza causa di morte - sottolinea Giovanni Esposito, direttore della Uoc di Cardiologia, dell'Azienda Ospedaliera ... (Continua)

14/06/2023 14:32:08 Ma aumentano i marker di infiammazione e del rischio di cancro

Un po’ di alcol fa bene al cuore
Uno studio del Massachusetts General Hospital conferma uno dei tradizionali paradossi della ricerca medica, ovvero l’effetto positivo dell’alcol sul sistema cardiovascolare.
Un leggero consumo di alcol, infatti, ha l’effetto di ridurre i rischi di eventi cardiaci importanti come ictus e infarti del 20% nella popolazione generale e del 40% fra le persone che soffrono di ansia.
La ricerca guidata da Ahmed Tawakol svela che un consumo pari a non più di un bicchiere al giorno per le donne e ... (Continua)

14/06/2023 10:21:00 Fenomeno di cui si parla poco ma che riguarda molte coppie

Anche l’infertilità secondaria è molto diffusa
Si parla di infertilità secondaria quando una coppia non riesce a concepire o a portare a termine una gravidanza dopo avere avuto un primo figlio. L’incidenza di questo tipo di infertilità è sovrapponibile a quella dell’infertilità primaria.
“L’incidenza dell’infertilità secondaria, che si manifesta quando una coppia sotto i 35 anni ha rapporti non protetti per 12 mesi senza riuscire a concepire o per 6 mesi se l’età è superiore o se la coppia non riesce a portare a termine la gravidanza, è ... (Continua)

07/06/2023 17:00:00 Maggior rischio di declino cognitivo a lungo termine

Dopo un infarto a rischio anche il cervello
Un infarto del miocardio non è associato a una riduzione della funzione cognitiva nell’immediato, ma i soggetti colpiti mostrano un maggior rischio di deficit cognitivo a lungo termine rispetto alla media.
A dirlo è uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora guidato da Michelle Johansen, che spiega: «L'entità del cambiamento cognitivo dopo l'infarto miocardico incidente non era chiara. Per questo abbiamo cercato di ... (Continua)

06/06/2023 Gli attacchi cardiaci più pericolosi si verificano a inizio settimana

Di lunedì si rischia l’infarto
All’inizio della settimana il rischio di subire un attacco cardiaco letale è superiore del 13% rispetto alla media. È quanto emerge da uno studio del Belfast Health and Social Care Trust e del Royal College of Surgeons in Irlanda presentato dalla British Cardiovascular Society (BCS).
Lo studio ha esaminato i dati di 10.528 pazienti ricoverati in ospedale fra il 2013 e il 2018 con un infarto del miocardio con sopra-slivellamento del segmento St (Stem), il tipo peggiore di infarto che si ... (Continua)

26/05/2023 La nevralgia posterpetica non è l’unica conseguenza

Aumento del rischio cardiovascolare con l’Herpes Zoster
Recenti studi americani dimostrano la correlazione tra l’infezione da Herpes Zoster e le malattie cardiovascolari. Il virus della varicella che si riattiva in età adulta nella forma spesso nota come “Fuoco di Sant’Antonio” aumenta infatti il rischio di questo tipo di complicanze, soprattutto nei pazienti a rischio. Questi dati, analizzati dall’Istituto di Ricerca Health Search della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie – SIMG, hanno rafforzato il ruolo e l’importanza ... (Continua)

25/05/2023 12:40:00 Dipende se è in calo o in aumento

Infarto, il valore predittivo della troponina
Il valore della troponina in calo o in aumento non ha la stessa capacità predittiva dell’infarto miocardico. Il valore predittivo nel sospetto di infarto a 1 e 3 ore è molto inferiore nei pazienti con troponina in calo (FP) rispetto a quelli con troponina in aumento (RP). I primi, di conseguenza, hanno un rischio molto più alto di infarto miocardico e di morte.
È la conclusione di uno studio pubblicato sul Journal of American Heart Association firmato da Johannes Neumann, cardiologo presso ... (Continua)

18/05/2023 15:20:00 Rischio aumentato in chi ha problemi di sonno

Dormire bene per abbassare la pressione
Dormire con regolarità è un fattore fondamentale per vari motivi, non ultimo l’effetto che un buon riposo notturno può avere sui livelli pressori.
Ritardare soltanto di mezzora il momento in cui si va a dormire di solito comporta un aumento del rischio di ipertensione del 30%. Ma anche cercare di dormire troppo ha un effetto negativo, seppure più limitato, dal momento che dormire 40 minuti in più del solito è associato a un aumento del rischio del 9%.
A dare questi numeri è uno studio ... (Continua)

18/05/2023 14:20:00 La restrizione calorica agisce positivamente sull’invecchiamento

Mangiare meno allunga la vita
Per vivere di più bisogna mangiare di meno. Lo dicono gli esperti della Società Italiana di Medicina Interna, che spiegano: "Limitare l'apporto di cibo, infatti, fa entrare le cellule in modalità protezione e questo - osservano - consente loro di resistere meglio agli attacchi esterni; allo stesso tempo le cellule a dieta soddisfano le proprie necessità attraverso una sorta di auto-cannibalismo (autofagia) delle componenti invecchiate e poco funzionali. In pratica dunque la restrizione calorica ... (Continua)

15/05/2023 16:00:00 Analizzata l’efficacia dell’intervento nella steato-epatite non alcolica

L’effetto della chirurgia bariatrica nella NASH
Un team di ricercatori della Cleveland Clinic diretto da Ali Aminian ha analizzato gli effetti a lungo termine della chirurgia bariatrica sulla steato-epatite non alcolica (NASH), tipica manifestazione della sindrome metabolica e una delle principali cause di cirrosi e carcinoma epato-cellulare.
«NASH e patologie cardiovascolari condividono numerosi fattori di rischio», spiega Anna Nelva, insieme alla Commissione Lipidologia e Metabolismo AME (Associazione Medici Endocrinologi) di cui è ... (Continua)

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