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27/05/2022 12:10:00 Scoperti meccanismi modulatori nelle trasmissioni sinaptiche

Epilessia, il possibile ruolo degli astrociti
Diversi studi dimostrano che gli astrociti, le cellule gliali più diffuse nel sistema nervoso centrale, svolgono un ruolo fondamentale nel cervello mediante il rilascio di gliotrasmettitori, che contribuiscono alla modulazione della trasmissione sinaptica. Nella corteccia cerebrale, la popolazione neuronale è rappresentata da neuroni eccitatori e interneuroni inibitori. Le disfunzioni interneuronali sono implicate in alcune malattie del cervello, come epilessia, schizofrenia ed autismo, nelle ... (Continua)

20/05/2022 16:10:00 Crisi epilettiche più frequenti con concentrazioni elevate di CO

L’inquinamento aumenta il rischio di epilessia
L’inquinamento atmosferico aumenterebbe il rischio di soffrire di convulsioni epilettiche. A dirlo è uno studio pubblicato su Epilepsia da un team dell’Università di Melbourne coordinato da Zhuying Chen, che spiega: «I nostri risultati suggeriscono che le persone con epilessia dovrebbero evitare un'elevata esposizione al CO per ridurre il potenziale rischio di convulsioni».
Gli scienziati hanno utilizzato due set indipendenti di dati, lo studio NeuroVista (NV) e il diario delle crisi di Seer ... (Continua)

10/05/2022 12:10:00 Studio ipotizza il ruolo della disfunzione cardiaca

Enuresi notturna, le aritmie come possibile causa
Uno studio israeliano ipotizza che le aritmie cardiache possano svolgere un ruolo fondamentale nell’insorgenza dell’enuresi notturna. La ricerca, pubblicata su Heart Rhythm da scienziati dell’Università di Tel Aviv, è firmata da Sami Viskin, che spiega: «Se un individuo di norma continente sperimenta uno o più episodi di enuresi notturna, il medico in genere si orienta verso una diagnosi differenziale tra infezioni urinarie, malformazioni anatomiche, disturbi emotivi, epilessia, apnea notturna ... (Continua)

09/05/2022 16:30:00 Le donne che li assumono non subiscono danni

Parto pretermine, nessun rischio dagli steroidi
Una revisione pubblicata su Cochrane Database of Systematic Reviews rivela che la somministrazione ciclica di corticosteroidi in epoca prenatale nelle donne a rischio di parto pretermine è associata a un’incidenza ridotta di distress respiratorio e di gravi complicazioni nelle prime settimane dopo la nascita.
«I nati prima della 37ma settimana non rischiano solo difficoltà respiratorie e malattie polmonari per l'incompleto sviluppo dell'apparato respiratorio, ma anche ritardi nello sviluppo, ... (Continua)

01/04/2022 Il rimedio naturale potrebbe offrire un’alternativa preziosa

Epilessia, l’olio di Cbd funziona?
Se stai leggendo queste righe, molto probabilmente soffri di epilessia oppure ne è affetta una persona cara a te vicino: uno dei tuoi genitori, il tuo partner, o perfino tuo figlio. Il brutto di questa malattia, che a seconda dei casi viene chiamata “piccolo” o “grande male”, è che non risparmia nessuno.
Si può svilupparla sin dalla primissima infanzia, ma si possono avere i primi attacchi anche in età più adulta: a prescindere da quando si manifesti l'epilessia, tuttavia, può purtroppo ... (Continua)

16/03/2022 12:00:00 Ridotto il numero di crisi epilettiche mensili

Cannabis utile nell’epilessia infantile
Uno studio apparso su BMJ Paediatrics Open segnala la possibile efficacia della cannabis per il trattamento dell’epilessia infantile. I dati relativi a 10 bambini riportano una riduzione dell’86% della frequenza mensile degli attacchi.
I bambini non avevano avuto benefici dai farmaci convenzionali e 2 di loro non avevano risposto neanche a un trattamento con un costituente della cannabis, il cannabidiolo.
I bambini coinvolti nello studio avevano fra 1 e 13 anni, mostravano diversi tipi di ... (Continua)

09/03/2022 17:25:00 Quando il sistema immunitario vede virus dove non ci sono

La sindrome di Aicardi-Goutières
Quando incontriamo un virus, c’è una prima linea di difesa che “sente” un potenziale pericolo e si attiva immediatamente per distruggerlo: è la cosiddetta immunità innata, una risposta non specifica ma molto rapida, che consente di stimolare in un secondo momento killer più specifici come anticorpi e linfociti. In questi due anni di pandemia da Covid-19 è stata molto studiata dai ricercatori di tutto il mondo per capire come si comporta di fronte al nuovo coronavirus e se si possa in qualche ... (Continua)

07/12/2021 10:06:00 Il recupero è più veloce se ci si astiene da smartphone e pc

Niente tecnologia dopo un trauma cranico
Quando si subisce un trauma cranico è meglio evitare la tecnologia per un paio di giorni. È il suggerimento che emerge da una ricerca pubblicata su Jama Pediatrics da scienziati dell’Università del Massachusetts coordinati da Theodore Macnow.
Anche se si è ricevuta soltanto una pallonata, la cosa migliore è non usare smartphone o pc per un paio di giorni, in maniera tale da favorire un recupero più veloce.
I ricercatori americani hanno diviso in due gruppi 125 ragazzi fra i 12 e i 25 ... (Continua)

01/12/2021 14:14:31 Collegamento fra i disturbi del neurosviluppo e le infezioni

Neurosviluppo, un rischio le infezioni in gravidanza
Studi di epidemiologia hanno evidenziato una chiara associazione tra infezioni durante lo stato di gravidanza e più alto rischio di malattie del neurosviluppo, quali autismo, schizofrenia, epilessia, in bambini nati dalle donne che ne sono state colpite.
La connessione tra i due fenomeni è stata analizzata in uno studio ora pubblicato su Immunity, Cell Press, condotto da Humanitas University in collaborazione con l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In) e ... (Continua)

18/11/2021 14:10:00 Uno studio inglese sembra rassicurare riguardo alle conseguenze più gravi

Covid, quanto è pericoloso per i bambini?
È noto che l’infezione da Sars-CoV-2 e il conseguente sviluppo di Covid-19 non colpiscano in genere in maniera grave i bambini. Tuttavia, è difficile stabilire quale sia il reale rischio di morte nella fascia d’età 0-18.
Innanzitutto perché in questi soggetti è molto più probabile che, nonostante l’infezione, la malattia non si manifesti affatto. Ciò si traduce nell’inaffidabilità delle stime sul tasso di letalità. Inoltre, quest’ultimo – già di per sé basso – è probabilmente sovrastimato ... (Continua)

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