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19/04/2024 Effetto superiore rispetto al titolo di studio

Un lavoro stimolante protegge dalla demenza
Uno studio apparso su Neurology e firmato da ricercatori norvegesi e americani mostra che i titoli accademici proteggono solo in parte dal rischio di demenza in tarda età, mentre gli effetti benefici più rilevanti sono associati a un lavoro creativo e stimolante nella fascia d’età fra i 30 e i 65 anni.
Gli scienziati hanno concluso che chi è laureato ma fa un lavoro poco stimolante ha un grado di protezione dalla demenza paragonabile a chi non è laureato ma in compenso fa un lavoro creativo ... (Continua)

17/04/2024 11:45:00 Agire sui fattori di rischio modificabili

Demenza, evitabile quasi un caso su 2
Intervenire sui fattori di rischio modificabili può tradursi in una riduzione del 40% dei casi di demenza. A evidenziarlo sono gli esperti del Women’s Alzheimer’s Movement Prevention Center della Cleveland Clinic diretti da Jessica Caldwell.
I fattori di rischio modificabili sono 12: ipertensione, disturbi dell’udito, fumo di sigaretta, obesità, depressione, inattività fisica, diabete, scarsa istruzione e scarso contatto sociale, a cui si sono recentemente aggiunti il consumo eccessivo di ... (Continua)

17/04/2024 09:40:00 Chi somma obesità e insulino-resistenza è maggiormente esposto

La sindrome metabolica aumenta i rischi di cancro al fegato
Chi è affetto dalla sindrome metabolica ha un rischio maggiore di incorrere in neoplasie. Sulla relazione, il XXX Congresso nazionale delle Malattie Digestive che vede la presenza numerosa della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), dedica una sessione per illustrare le evidenze finora acquisite, i farmaci in sperimentazione, le tecniche endoscopiche per la riduzione di peso e i numerosi studi sulla dieta mediterranea e il microbioma.
Fra le componenti della ... (Continua)

17/04/2024 09:21:44 I benefici per il cervello garantiti dal regime alimentare

La Dieta Mediterranea per la salute cognitiva
Popolare in tutto il mondo per le sue proprietà salutari - soprattutto nel campo della gestione del peso, del diabete di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari – per la sua semplicità, e il suo equilibrio, che nasce da una combinazione di alimenti naturali, di origine vegetale e piacevoli al gusto, la Dieta Mediterranea continua ad essere di grande interesse per nutrizionisti e professionisti della salute, i cui studi ne evidenziano sempre nuove potenzialità nei più diversi ambiti.
Così, ... (Continua)

15/04/2024 10:20:00 Prevedono mortalità e morbilità nei pazienti con frazione di eiezione preservata

Nuovi modelli predittivi per l’insufficienza cardiaca
Uno studio dell’Università di Glasgow pubblicato su Jama Cardiology mostra l’efficacia di nuovi modelli prognostici per prevedere la mortalità e la morbilità in pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata (HFpEF).
I modelli si basano sui dati del trial DELIVER per la derivazione e sui dati dei trial PARAGON-HF e I-PRESERVE per la validazione, e includono 11 variabili tra cui il livello di frammento amino-terminale del pro peptide natriuretico di tipo B ... (Continua)

11/04/2024 16:25:00 Fondamentale tenere a bada i valori del colesterolo

Nuovi approcci per l’ipercolesterolemia
La prevenzione delle malattie cardiovascolari è possibile solo attraverso il mantenimento dei livelli corretti di colesterolo. È quanto ribadito durante l’ultimo congresso nazionale della Società italiana di cardiologia dai ricercatori che hanno lavorato al progetto PaLiMERiCa.
Secondo gli esperti, non è più sufficiente leggere i valori di riferimento del colesterolo e confrontarli con quelli delle proprie analisi, ma ogni paziente - e quindi ogni medico curante - dovrebbe andare oltre ... (Continua)

09/04/2024 11:45:00 In futuro lo screening di massa grazie a un soffio

I tumori si scoveranno dal respiro
Nella medicina di un futuro non troppo lontano, grazie alle nuove tecnologie, lo screening per tumori e malattie gravi si farà soffiando in un tubo, simile a quello dell’alcol test, con risposte in pochi minuti. Questo l’obiettivo della ricerca che sta portando avanti il Laboratorio PolySense del Dipartimento Interateneo di Fisica dell’Università Aldo Moro di Bari e del Politecnico di Bari, unico Dipartimento di Fisica del sud Italia ad essere insignito dal ministero dell’Università con la ... (Continua)

05/04/2024 12:52:00 È un antidiabetico simile alla semaglutide

Un nuovo farmaco ferma il Parkinson
Un farmaco antidiabetico simile alla semaglutide, il medicinale noto per gli effetti dimagranti, sarebbe in grado di fermare l’avanzata del Parkinson. A evidenziarlo è un trial condotto dai ricercatori dell’Ospedale universitario di Strasburgo coordinato da Mathieu Anheim, che hanno esaminato l’effetto della lixisenatide, principio attivo appartenente appunto alla classe degli analoghi dell’ormone Glp-1.
I pazienti con Parkinson diagnosticato da meno di 3 anni che lo hanno assunto hanno ... (Continua)

05/04/2024 09:30:08 Identificati due geni che aumentano il rischio di obesità

Due geni ci fanno ingrassare
Due geni, BSN e APBA1, aumentano di 6 volte il rischio di obesità. A scoprirlo è un nuovo studio pubblicato su Nature Genetics da un team dell’Università di Cambridge.
I ricercatori inglesi si sono serviti dei dati della UK Biobank relativi a oltre 500.000 soggetti, scoprendo che le varianti genetiche di BSN, che riguardano 1 adulto su 6.500, oltre ad aumentare il rischio di obesità sono anche associate a un aumento del rischio di malattia epatica non alcolica e di diabete di tipo ... (Continua)

04/04/2024 17:10:00 Il rischio sale nelle donne colpite dalla malattia

Sindrome dell’ovaio policistico e declino cognitivo
Uno studio realizzato da ricercatori dell’Università della California di San Francisco mostra che le donne colpite da sindrome dell’ovaio policistico rischiano maggiormente il declino cognitivo precoce.
Heather Huddleston, specialista in Endocrinologia Riproduttiva, ha guidato uno studio longitudinale durato per ben 30 anni. In questo periodo, sono state seguite 907 donne, di cui 66 affette da sindrome dell’ovaio policistico. All’inizio della ricerca, avevano tutte tra i 18 e i 30 anni. Alla ... (Continua)

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