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21/10/2024 09:28:59 Venti minuti di sport cancellano i postumi di una notte in bianco

Dopo l’insonnia meglio l’esercizio fisico
Appare controintuitivo, ma fare sport dopo una notte in bianco può aiutare a riprendersi meglio dalla mancanza di riposo. Lo dice uno studio pubblicato su Physiology & Behavior, secondo cui l’esercizio fisico sembra bilanciare il calo delle funzioni cognitive causato da una notte agitata. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni grazie a due esperimenti su 12 adulti sani per valutare gli effetti della privazione del sonno sulle prestazioni cognitive.
Nel primo esperimento i ... (Continua)

11/10/2024 12:45:00 Con l’età i sintomi depressivi sono associati allo stato infiammatorio

Lo stile di vita può favorire la depressione
La depressione è malattia sempre più comune nel mondo moderno, tanto da candidarsi ad essere la prima causa di morbilità nei prossimi decenni, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Nell’arco della propria vita, infatti, si stima che ne soffre più di un uomo su dieci e fino a una donna su quattro. I dati epidemiologici italiani rivelano un fenomeno interessante rispetto al panorama europeo: la depressione sembrerebbe essere meno diffusa tra i giovani e gli adulti che ... (Continua)

10/10/2024 15:45:00 L’importanza del centro di controllo dell’organo cerebrale

Il Long Covid dipende dai danni al tronco encefalico
Gli effetti a lungo termine di ordine fisico e psichiatrico in caso di Long Covid sono dovuti ai danni subiti dal tronco encefalico, il centro di controllo dell’organo cerebrale. Lo dice uno studio pubblicato su Brain da un team di scienziati dell’Università di Oxford e dell’Università di Cambridge.
Il team, coordinato da Catarina Rua, ha utilizzato i dati raccolti da risonanze magnetiche eseguite su 30 pazienti ricoverati in ospedale per Covid-19 grave. Le risonanze hanno permesso ai ... (Continua)

08/10/2024 11:10:00 Trattamenti antipertensivi per ridurre il rischio efficaci anche in età avanzata

Alzheimer, la pressione alta ne aumenta il rischio
Uno dei fattori di rischio per l’Alzheimer più facilmente controllabile è l’ipertensione. Una recente metanalisi pubblicata su Neurology mostra infatti che vivere con un’ipertensione non controllata comporta un aumento del rischio di Alzheimer significativo per chi ha più di 60 anni.
In termini percentuali, il rischio maggiore sarebbe del 36% rispetto alle persone con pressione arteriosa nella norma e del 42% rispetto alle persone che assumono farmaci per controllare l’ipertensione.
Una ... (Continua)

27/09/2024 12:35:00 Consentono di prevedere la velocità di progressione della malattia

Alzheimer, fondamentali i marcatori di resilienza
Sono circa 600 mila le persone con malattia di Alzheimer in Italia e molti, insieme alle loro famiglie vivono appesi alla speranza di una cura. Gli anticorpi monoclonali che ripuliscono il cervello dall’amiloide (la proteina che soffoca i neuroni) e che rallentano la progressione dell’Alzheimer, se somministrati nelle fasi precoci di malattia possono produrre una riduzione importante della progressione di malattia. Per ora tuttavia non sono approvati in Europa, anche se sono già disponibili in ... (Continua)

27/09/2024 11:15:00 Ricercatori italiani tentano lo sviluppo di due diversi trattamenti

Nuove terapie per la sindrome di Leigh
Sviluppare una terapia farmacologica neonatale e una terapia genica fetale in utero per la sindrome di Leigh.
È questo l’ambizioso progetto coordinato dal Dott. Dario Brunetti, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e di comunità dell’Università Statale di Milano e Principal Investigator presso l’Istituto Neurologico Carlo Besta, vincitore del bando Multi-round promosso da Fondazione Telethon che ha selezionato 22 progetti di ricerca in tutta Italia dedicati alle malattie ... (Continua)

26/09/2024 17:10:00 Studio analizza l’impatto a lungo termine dell’infezione

Il Covid in forma grave invecchia di 20 anni il cervello
I pazienti che hanno sofferto di una forma grave di Covid mostrano un invecchiamento evidente del cervello. A mostrarlo è uno studio pubblicato su Nature da un team dell'Università di Liverpool, del King's College di Londra e di altri centri.
L’analisi ha mostrato che, a 12-18 mesi dal ricovero i pazienti mostrano ancora i segni della perdita della funzione cognitiva.
Dalla risonanza magnetica emerge una riduzione del volume cerebrale in alcune aree chiave. Inoltre, gli esperti hanno ... (Continua)

24/09/2024 09:45:13 Si riduce la materia grigia ma aumenta la qualità delle connessioni

Come la gravidanza cambia il cervello
Uno studio dell’Università della California diretto da Emily Jacobs ha realizzato la prima mappa in assoluto di un cervello umano durante la gravidanza.
«Volevamo osservare la traiettoria dei cambiamenti cerebrali specificamente all'interno della finestra gestazionale», racconta Laura Pritschet, autrice principale dello studio pubblicato su Nature Neuroscience.
Ciò che emerge è una peculiarità del cervello nel corso della gravidanza. A dimostrarlo sono le scansioni cerebrali effettuate ... (Continua)

20/09/2024 10:08:42 Alcuni alimenti influiscono direttamente sull’umore

I cibi che cancellano la malinconia d’autunno
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Per dare il senso della guerra, il celebre verso di Ungaretti rievocava la malinconia tipica della stagione autunnale, che tuttavia potrebbe essere limitata mangiando alimenti specifici.
Alcuni cibi infatti influiscono direttamente sull’umore. Non a caso le cellule nervose dell’intestino producono dall’80 al 90% della serotonina in circolo nell’organismo, il neurotrasmettitore che garantisce il nostro benessere emotivo.
Ma quali sono gli ... (Continua)

17/09/2024 12:35:00 Legame confermato tra salute cerebrale e intestinale

Frutta e sport per ritardare la demenza
C’è un nesso evidente fra la salute cerebrale e quella intestinale. A confermarlo ulteriormente è un nuovo studio della Monash University di Melbourne secondo cui mangiare più frutta e fare esercizio fisico in maniera regolare ha l’effetto di ridurre le possibilità di soffrire di demenza.
Nel microbiota intestinale si contano milioni di batteri di diversa origine, che mescolandosi determinano lo stato di salute e il grado di immunità dell’organismo umano. È emerso più volte l’intreccio ... (Continua)

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