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ARTICOLI
TROVATI : 100
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Risultati da 41 a 50 DI 100
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| 31/01/2025 12:45:00 Effetto indipendente rispetto all’influenza del rischio cardiovascolare |
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La dieta mediterranea fa bene al cervello
La dieta mediterranea fa bene al cervello, e questo indipendentemente dagli effetti sulla salute cardiovascolare, che in maniera indiretta può pregiudicare anche quella cerebrale. A dirlo è un nuovo studio presentato all’International Stroke Conference 2025 di Los Angeles, il congresso dell’American Stroke Association. Lo studio ha analizzato gli effetti della dieta mediterranea su una popolazione di adulti ispanico-latini. Spiega Gabriela Trifan, neurologa dell’Università dell’Illinois: ... (Continua)
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| 30/01/2025 10:54:00 Effetti negativi sull’attività cerebrale |
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Chi consuma cannabis lavora peggio
Consumare cannabis abitualmente è associato a una ridotta attività cerebrale. A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association Network Open da un team della University of Colorado School of Medicine. Alla ricerca ha partecipato un gruppo eterogeneo di persone che avevano consumato cannabis molte volte nel corso della vita. Chi aveva consumato la sostanza più di 1000 volte era considerato un consumatore abituale, chi lo aveva fatto da 10 a 999 volte un consumatore ... (Continua)
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| 21/01/2025 09:30:39 Si apre la possibilità di trattamenti personalizzati |
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Parkinson, scoperto un recettore protettivo
Una ricerca condotta dall'I.R.C.C.S. Neuromed, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e altri centri internazionali, ha evidenziato come un particolare recettore nervoso, mGlu3, possa avere un’azione protettiva nell’evoluzione della malattia di Parkinson. Pubblicato sulla prestigiosa rivista NPJ Parkinson's Disease, lo studio suggerisce una strada innovativa per approcci terapeutici più efficaci. Il recettore mGlu3, che appartiene al gruppo dei Recettori Metabotropici per il ... (Continua)
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| 20/01/2025 10:20:00 Ricerca dimostra l’esistenza di segni premonitori della malattia |
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L’Huntington è visibile 20 anni prima
Segni che predicono l’insorgenza della malattia di Huntington, come cambiamenti sottili nel cervello rilevabili tramite imaging avanzato, analisi del sangue e del liquido spinale, sono visibili già venti anni prima della comparsa conclamata dei sintomi motori. Lo dimostra una ricerca pubblicata su Nature Medicine realizzata da London’s Global University (Ucl) in collaborazione con esperti delle Università di Glasgow, Gothenburg, Iowa e Cambridge. La scoperta apre la strada a futuri trial ... (Continua)
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| 20/01/2025 09:49:35 Scoperta da ricercatori italiani l’influenza di un nuovo gene |
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Un gene mutato causa l’Alzheimer
È stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Alzheimer's Research & Therapy la scoperta di un nuovo gene, GRIN2C, coinvolto nella malattia di Alzheimer. Questa scoperta è frutto della collaborazione di diversi gruppi di ricerca italiani, impegnati da anni nello studio delle cause genetiche della malattia, coordinato dall'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. La malattia di Alzheimer è la principale causa di gravi deficit cognitivi ed è ... (Continua)
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| 16/01/2025 14:40:23 Effetti dannosi legati soprattutto alle carni lavorate |
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La carne rossa aumenta il rischio di demenza
Mangiare carne rossa può aumentare il rischio di demenza. È la conclusione di uno studio apparso su Neurology a firma di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston, secondo cui il consumo di carne rossa, soprattutto quella lavorata come pancetta, salsicce e mortadella, è associato a una maggiore probabilità di manifestare declino cognitivo e demenza. "La carne rossa è ricca di grassi saturi e studi precedenti hanno dimostrato la capacità di aumentare il rischio di diabete di tipo ... (Continua)
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| 14/01/2025 10:09:12 Due molecole indicano la presenza della malattia |
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Un esame del sangue per scovare l’Alzheimer
Il deficit di due molecole nel flusso sanguigno denuncerebbe la presenza della malattia di Alzheimer. È quanto sostengono i ricercatori del NYU Langone Health di New York in un articolo pubblicato su Molecular Psychiatry. La riduzione dei livelli ematici della proteina acetil-L-carnitina causa in soggetti con lieve deterioramento cognitivo e Alzheimer un peggioramento dei sintomi. Nello specifico, sono diminuiti in maniera costante e progressiva rispetto alla gravità del declino cognitivo ... (Continua)
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| 08/01/2025 15:50:00 Essenziale modificare gli stili di vita scorretti |
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Ictus, controlli regolari possono prevenirlo
È fondamentale agire sugli stili di vita scorretti per ridurre il rischio di ictus. A ricordarlo è l’Associazione Italiana Ictus che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha lanciato una campagna di screening gratuiti in tutta Italia. Ogni anno nel nostro paese l’ictus colpisce 120.000 persone, fra cui 12.000 sotto i 55 anni, rendendo la malattia una delle principali cause di morte e disabilità. Secondo l’Associazione Italiana Ictus (Isa-Aii), questa patologia è spesso legata a stili ... (Continua)
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| 08/01/2025 14:55:59 L’esordio giovanile può avvenire anche attorno ai 30 anni |
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Il declino cognitivo nei giovani
La demenza è un concetto che associamo automaticamente all’età avanzata, ma non sempre è così. Uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team della Maastricht University dimostra come il declino cognitivo possa colpire anche le persone con meno di 65 anni e a volte manifestarsi anche attorno ai 30 anni. La demenza a esordio giovanile (YOD) è associata a una serie di fattori di rischio, 4 in particolare: bassi livelli di vitamina D, ipotensione ortostatica, aumento della proteina C ... (Continua)
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| 08/01/2025 10:53:00 Effetti positivi sul rischio cardiovascolare |
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Il caffè si beve al mattino
Bere caffè al mattino è associato a un rischio cardiovascolare minore. A dirlo è una ricerca pubblicata su European Heart Journal da un team della Tulane University. "Il nostro studio - dichiara Lu Qi, primo ricercatore - sembra suggerire che il caffè genera anche effetti positivi sulla riduzione delle probabilità di sviluppo di malattie croniche, come il diabete di tipo 2". Essenziale però è l’orario in cui si beve il caffè. Allo studio hanno partecipato 40.725 adulti che hanno ... (Continua)
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