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ARTICOLI
TROVATI : 100
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Risultati da 21 a 30 DI 100
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| 20/01/2025 09:49:35 Scoperta da ricercatori italiani l’influenza di un nuovo gene |
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Un gene mutato causa l’Alzheimer
È stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Alzheimer's Research & Therapy la scoperta di un nuovo gene, GRIN2C, coinvolto nella malattia di Alzheimer. Questa scoperta è frutto della collaborazione di diversi gruppi di ricerca italiani, impegnati da anni nello studio delle cause genetiche della malattia, coordinato dall'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. La malattia di Alzheimer è la principale causa di gravi deficit cognitivi ed è ... (Continua)
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| 16/01/2025 11:55:00 Alla ricerca del trattamento più indicato |
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Obesità, andare oltre l’indice di massa corporea
“L’attuale approccio medico alla diagnosi di obesità si basa sull’indice di massa corporea (Bmi), che non rappresenta una misura affidabile di salute o di malattia a livello individuale. Questo può portare a diagnosi errate con conseguenze negative per le persone che vivono con obesità e per la società in senso lato”. Può essere sintetizzato così, il lavoro condotto da una Commissione sull’obesità clinica che raccomanda un nuovo approccio all’epidemia del terzo millennio. Quarantadue ... (Continua)
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| 14/01/2025 10:09:12 Due molecole indicano la presenza della malattia |
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Un esame del sangue per scovare l’Alzheimer
Il deficit di due molecole nel flusso sanguigno denuncerebbe la presenza della malattia di Alzheimer. È quanto sostengono i ricercatori del NYU Langone Health di New York in un articolo pubblicato su Molecular Psychiatry. La riduzione dei livelli ematici della proteina acetil-L-carnitina causa in soggetti con lieve deterioramento cognitivo e Alzheimer un peggioramento dei sintomi. Nello specifico, sono diminuiti in maniera costante e progressiva rispetto alla gravità del declino cognitivo ... (Continua)
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| 24/12/2024 09:42:36 Le cellule microgliari possono peggiorare la neurodegenerazione |
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Alzheimer, quando le cellule spazzine diventano cattive
Potrebbero nascere nuovi trattamenti per l’Alzheimer grazie alla scoperta di un meccanismo fondamentale della malattia. Un gruppo di ricercatori della City University di New York coordinato da Pinar Ayata ha evidenziato il duplice ruolo delle cellule immunitarie della microglia, che oltre a proteggere il sistema nervoso centrale, in caso di stress possono anche produrre sostanze tossiche che peggiorano la neurodegenerazione caratteristica dell’Alzheimer. I primi test su modello murino ... (Continua)
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| 20/12/2024 17:34:00 Il virus può raggiungere il cervello attraverso il nervo vago |
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Il citomegalovirus potrebbe causare l’Alzheimer
La malattia di Alzheimer potrebbe essere scatenata anche dal citomegalovirus. È la conclusione cui giungono i ricercatori dell’Arizona State University and Banner Alzheimer’s Institute. Gli esperti hanno pubblicato su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association i dettagli della loro analisi su questo virus molto comune che viaggerebbe dall’intestino al cervello grazie al nervo vago, innescando un meccanismo che porterebbe alla malattia. Un’ipotesi che, se confermata, ... (Continua)
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| 26/11/2024 10:00:00 Punta all’inibizione di un enzima chiave |
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Uno spray nasale per l’Alzheimer
L’inibizione nel cervello dell’attività di un enzima (S-aciltransferasi o zDHHC7) con un farmaco somministrato tramite spray nasale può contrastare il declino cognitivo e il danno al cervello tipici dell’Alzheimer. A studiarne la realizzazione è un team di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma guidato dal prof. Claudio Grassi, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze, e dal prof. Salvatore Fusco, Associato di Fisiologia. Gli esperti hanno scoperto che nel cervello di persone ... (Continua)
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| 28/10/2024 12:12:00 Boom di richieste di interventi per le dimensioni del pene |
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La falloplastica per un pene più grande
A tutto c'è rimedio. Negli ultimi anni è andato emergendo un nuovo fenomeno nell'ambito della chirurgia estetica, la falloplastica. Si tratta di un intervento volto a modificare la struttura e le dimensioni dell'organo genitale maschile. Uno studio del TAU (Translational Andrology and Urology) del 2010 aveva evidenziato un’impennata dell’8,1% su scala globale degli interventi di falloplastica e ligamentolisi, per arrivare a un totale di 45mila procedure di ingrandimento del pene tra il 2013 ... (Continua)
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| 04/10/2024 10:30:00 Inibitore peptidico colpisce la proteina in due punti |
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Alzheimer, nuovo farmaco contro la proteina Tau
Una nuova scoperta potrebbe rivoluzionare le terapie anti-Alzheimer. Un gruppo internazionale di ricercatori inglesi, americani e giapponesi ha individuato una molecola in grado di sferrare un doppio attacco alla proteina Tau, che insieme alla beta-amiloide tende ad accumularsi nel cervello ponendo le basi per lo sviluppo dell’Alzheimer. Il composto è un inibitore peptidico sviluppato grazie alla biologia computazionale e battezzato Ri-Ag03. Riesce a colpire la proteina Tau nei 2 punti ... (Continua)
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| 01/10/2024 10:50:00 Il contatto stimola la differenziazione del microbiota intestinale |
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Gli animali migliorano il microbiota dei bambini
Il contatto con gli animali consente ai bambini di migliorare il proprio microbiota intestinale. A confermarlo è un nuovo studio pubblicato su One Health da un team di ricercatori italiani coordinati da Marco Candela, ordinario di chimica e biotecnologie delle fermentazioni. “Dai risultati emerge che proprio a seguito dell’interazione con i complessi sistemi naturali, tra cui animali da fattoria in ambiente rurale, il microbiota dei bambini riacquisisce diversità, batteri promotori dalla ... (Continua)
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| 27/09/2024 12:35:00 Consentono di prevedere la velocità di progressione della malattia |
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Alzheimer, fondamentali i marcatori di resilienza
Sono circa 600 mila le persone con malattia di Alzheimer in Italia e molti, insieme alle loro famiglie vivono appesi alla speranza di una cura. Gli anticorpi monoclonali che ripuliscono il cervello dall’amiloide (la proteina che soffoca i neuroni) e che rallentano la progressione dell’Alzheimer, se somministrati nelle fasi precoci di malattia possono produrre una riduzione importante della progressione di malattia. Per ora tuttavia non sono approvati in Europa, anche se sono già disponibili in ... (Continua)
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