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20/02/2023 15:00:00 Causa un deterioramento progressivo dei neuroni

Cos’è la demenza frontotemporale
È balzata agli onori delle cronache perché ha colpito uno degli attori di Hollywood più famosi e apprezzati, Bruce Willis. La demenza frontotemporale di cui soffre l’artista è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dal progressivo deterioramento dei neuroni dei lobi frontale e temporale.
È una delle cause principali di demenza insieme all’Alzheimer e colpisce in genere persone fra i 45 e i 60 anni. Rispetto all’Alzheimer mostra una familiarità più elevata, spesso legata a ... (Continua)

20/02/2023 14:33:49 Perdita dell’equilibrio associata a cambiamenti delle capacità cognitive

Uno scarso equilibrio annuncia l’Alzheimer
Accusare problemi a mantenere l’equilibrio può essere il segno di un lieve deterioramento cognitivo e in prospettiva della futura insorgenza dell’Alzheimer. Un team di ricerca dell’Università di Tsukuba, in Giappone, ha realizzato un nuovo test per misurare la capacità di rimanere in equilibrio, combinando i risultati con quelli di uno screening delle capacità cognitive.
I dati indicano che ottenere scarsi risultati nel test fisico si associava a risultati altrettanto mediocri nei test ... (Continua)

16/02/2023 15:20:00 È un ragazzo cinese la persona più giovane a ricevere la diagnosi

Alzheimer a 19 anni
Soltanto 19 anni e già alle prese con l’Alzheimer. È lo straordinario caso descritto sulle pagine del Journal of Alzheimer’s Disease da un team del National Clinical Research Center for Geriatric Diseases di Pechino.
Era già noto che l’Alzheimer potesse manifestarsi in persone giovani, ma un esordio così precoce non è mai stato documentato. Questa forma della malattia riguarda dal 5 al 10 per cento di tutti i casi di Alzheimer ed è strettamente connessa con la presenza di alcune mutazioni ... (Continua)

13/02/2023 09:45:00 I danni a lungo termine del virus sul cervello

Covid e mancanza di memoria
Alterazioni del metabolismo cerebrale e possibile accumulo di molecole tossiche: secondo una ricerca coordinata dall’Università degli Studi di Milano, a cui ha collaborato anche Auxologico, gli effetti del COVID si ripercuotono sulla memoria anche a distanza di un anno.
Questa è la conclusione a cui è giunto lo studio che ha valutato le conseguenze cognitive (memoria, attenzione, linguaggio e altro), il funzionamento del cervello e, in un caso, anche la deposizione di molecole tossiche nel ... (Continua)

08/02/2023 15:40:00 Le malattie cardiovascolari aumentano il rischio di declino cognitivo

La salute del cervello dipende dal cuore
Cuore e cervello sono più legati di quanto immaginiamo. Secondo una ricerca pubblicata su Neurology da un team della California University, infatti, soffrire da giovani di problematiche cardiovascolari ha l’effetto di triplicare il rischio di compromissione delle funzioni cognitive nella mezza età.
Lo studio è stato diretto da Xiaqing Jiang, noto per aver sviluppato l’indice MCC per l’ictus ischemico, che predice le sequele funzionali dell’attacco in base alle condizioni generali del ... (Continua)

02/02/2023 14:25:00 Possibili disturbi cognitivi un anno dopo l’infezione

La lunga ombra del Covid sul cervello e sulla memoria
Alterazioni del metabolismo cerebrale e possibile accumulo di molecole tossiche: secondo una ricerca coordinata dall’Università degli Studi di Milano, gli effetti del COVID si ripercuotono sulla memoria anche a distanza di un anno. Questa è la conclusione cui è giunto lo studio che ha valutato le conseguenze cognitive (memoria, attenzione, linguaggio), il funzionamento del cervello e, in un caso, anche la deposizione di molecole tossiche nel cervello, in un gruppo selezionato di pazienti che a ... (Continua)

24/01/2023 09:14:35 Quello più evidente è fra encefalite virale e Alzheimer

Infezioni e malattie neurodegenerative, c’è un nesso?
Lo scorso anno due lavori pubblicati su Science e Nature sembravano confermare la correlazione tra sclerosi multipla e l’Epstein-Barr virus (Ebv). Ma non solo, precedenti ricerche avevano dimostrato una connessione tra virus e malattie neurodegenerative.
Per esempio tra il virus dell’influenza e il morbo di Parkinson e tra le verruche genitali (causate dal papillomavirus umano) e la demenza.
Sulla scia di questi lavori i ricercatori del National institutes of health (Nih) hanno ... (Continua)

17/01/2023 10:45:00 L’andamento del peso corporeo può predire l’insorgenza della malattia

Alzheimer, il peso è un parametro da considerare
Seguire l’andamento del peso corporeo durante la vita per riuscire a predire l’eventuale insorgenza della demenza. È quanto sembra suggerire uno studio pubblicato su Alzheimer’s & Dementia da un team della Boston University e del Peking Union Medical College.
«A causa del numero globale di ammalati, attualmente stimato a 55 milioni ma previsto in aumento entro il 2050, la demenza è uno scottante argomento di salute pubblica globale», esordisce Jinlei Li, primo nome della ricerca.
Già in ... (Continua)

16/01/2023 14:30:00 Effetto legato ai farmaci che stimolano i recettori dell’angiotensina II

Gli antipertensivi riducono il rischio di Alzheimer
Alcuni farmaci antipertensivi sembrano ridurre il rischio di insorgenza dell’Alzheimer. Lo dice uno studio pubblicato su Jama Network Open da un team della University of Washington School of Pharmacy di Seattle.
L’effetto però sarebbe legato solo agli antipertensivi che stimolano i recettori dell’angiotensina II, mentre è assente nei pazienti che assumono quelli che inibiscono gli stessi recettori.
Stando ai dati relativi a un campione di oltre 57.000 anziani, il trattamento con ... (Continua)

16/01/2023 L’attività ha effetti migliori della semplice camminata

Il ballo di gruppo allontana la demenza
Meglio ballare che camminare. Secondo una ricerca dell’Albert Einstein College of Medicine di New York pubblicata sul Journal of Aging and Physical Activity, il ballo di gruppo favorirebbe le funzioni cognitive e ridurrebbe l’atrofia cerebrale tipica degli anziani che mostrano un rischio più elevato di demenza senile.
Allo studio hanno partecipato 25 persone con più di 65 anni assegnate a partecipare per 6 mesi a lezioni di ballo liscio per 2 volte alla settimana oppure a camminare sul tapis ... (Continua)

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