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02/02/2023 14:25:00 Possibili disturbi cognitivi un anno dopo l’infezione

La lunga ombra del Covid sul cervello e sulla memoria
Alterazioni del metabolismo cerebrale e possibile accumulo di molecole tossiche: secondo una ricerca coordinata dall’Università degli Studi di Milano, gli effetti del COVID si ripercuotono sulla memoria anche a distanza di un anno. Questa è la conclusione cui è giunto lo studio che ha valutato le conseguenze cognitive (memoria, attenzione, linguaggio), il funzionamento del cervello e, in un caso, anche la deposizione di molecole tossiche nel cervello, in un gruppo selezionato di pazienti che a ... (Continua)

24/01/2023 09:14:35 Quello più evidente è fra encefalite virale e Alzheimer

Infezioni e malattie neurodegenerative, c’è un nesso?
Lo scorso anno due lavori pubblicati su Science e Nature sembravano confermare la correlazione tra sclerosi multipla e l’Epstein-Barr virus (Ebv). Ma non solo, precedenti ricerche avevano dimostrato una connessione tra virus e malattie neurodegenerative.
Per esempio tra il virus dell’influenza e il morbo di Parkinson e tra le verruche genitali (causate dal papillomavirus umano) e la demenza.
Sulla scia di questi lavori i ricercatori del National institutes of health (Nih) hanno ... (Continua)

17/01/2023 10:45:00 L’andamento del peso corporeo può predire l’insorgenza della malattia

Alzheimer, il peso è un parametro da considerare
Seguire l’andamento del peso corporeo durante la vita per riuscire a predire l’eventuale insorgenza della demenza. È quanto sembra suggerire uno studio pubblicato su Alzheimer’s & Dementia da un team della Boston University e del Peking Union Medical College.
«A causa del numero globale di ammalati, attualmente stimato a 55 milioni ma previsto in aumento entro il 2050, la demenza è uno scottante argomento di salute pubblica globale», esordisce Jinlei Li, primo nome della ricerca.
Già in ... (Continua)

16/01/2023 14:30:00 Effetto legato ai farmaci che stimolano i recettori dell’angiotensina II

Gli antipertensivi riducono il rischio di Alzheimer
Alcuni farmaci antipertensivi sembrano ridurre il rischio di insorgenza dell’Alzheimer. Lo dice uno studio pubblicato su Jama Network Open da un team della University of Washington School of Pharmacy di Seattle.
L’effetto però sarebbe legato solo agli antipertensivi che stimolano i recettori dell’angiotensina II, mentre è assente nei pazienti che assumono quelli che inibiscono gli stessi recettori.
Stando ai dati relativi a un campione di oltre 57.000 anziani, il trattamento con ... (Continua)

16/01/2023 L’attività ha effetti migliori della semplice camminata

Il ballo di gruppo allontana la demenza
Meglio ballare che camminare. Secondo una ricerca dell’Albert Einstein College of Medicine di New York pubblicata sul Journal of Aging and Physical Activity, il ballo di gruppo favorirebbe le funzioni cognitive e ridurrebbe l’atrofia cerebrale tipica degli anziani che mostrano un rischio più elevato di demenza senile.
Allo studio hanno partecipato 25 persone con più di 65 anni assegnate a partecipare per 6 mesi a lezioni di ballo liscio per 2 volte alla settimana oppure a camminare sul tapis ... (Continua)

11/01/2023 17:00:00 La proteina GFAP può indicare uno stadio precoce della malattia

Nuovo biomarcatore per l’Alzheimer
Uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma ha mostrato l’efficacia della proteina GFAP come biomarcatore della malattia di Alzheimer. La presenza della malattia indica uno stadio iniziale della malattia neurodegenerativa e potrebbe portare a una diagnosi precoce.
"I nostri risultati suggeriscono che GFAP, un presunto biomarcatore per le cellule immunitarie attivate nel cervello, riflette i cambiamenti nel cervello dovuti all'Alzheimer che si verificano prima dell'accumulo della ... (Continua)

10/01/2023 15:00:00 Analizzati i meccanismi di tossicità della malattia

Nuove scoperte sulla malattia di Kennedy
Recenti ricerche hanno rivelato che un individuo ogni sei persone è affetto da una malattia neurodegenerativa: una larga famiglia di disordini del sistema nervoso, che nelle forme più classiche si manifestano nell’adulto, sono progressive e con un decorso più o meno lento, ma inesorabile.
Parliamo di condizioni quali la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson, le malattie del motoneurone e la malattia di Huntington. Tali malattie hanno manifestazioni cliniche diverse, che vanno da ... (Continua)

28/12/2022 Peggiora la qualità di vita

La dermatite atopica negli anziani
La dermatite atopica può essere particolarmente attiva e grave negli anziani, poiché può essere associata ad altre patologie come osteoporosi, demenza e malattie cardiovascolari. Lo sottolinea Katrina Abuabara, professoressa di dermatologia ed epidemiologia all’Università della California. Sulla prevalenza di questa malattia cutanea dà alcuni dati Andrea Conti, direttore Sc Dermatologia, Ospedale Infermi di Rimini, Ausl Romagna: “I dati di prevalenza negli anziani oscillano attorno al 5% nella ... (Continua)

19/12/2022 18:10:00 Un collegamento con il colesterolo causa difetti nelle guaine isolanti

Alzheimer, il ruolo del gene APOE4
I ricercatori tentano di fare chiarezza sul ruolo del gene APOE4 nei meccanismi di insorgenza del morbo di Alzheimer. Un recente studio ha collegato il gene all’elaborazione difettosa del colesterolo nel cervello, meccanismo che a sua volta provoca difetti nelle guaine isolanti che circondano le fibre nervose e facilitano la loro attività elettrica.
Stando ai risultati preliminari, questi cambiamenti potrebbero causare deficit di memoria e apprendimento. L’ipotesi dei ricercatori è che i ... (Continua)

07/12/2022 17:40:00 Aumentano il rischio di sviluppare alterazioni cognitive

Parkinson, pericolose le variazioni di peso
Meglio evitare variazioni di peso maggiori del 3% del peso corporeo durante le prime fasi della malattia di Parkinson. A dirlo è uno studio pubblicato su Neurology da un team dell’Università di Seul diretto da Jin-Sun Jun.
Lo studio ha preso in esame 358 soggetti che avevano appena ricevuto la diagnosi di Parkinson. Nel corso del primo mese, 98 pazienti erano dimagriti e 59 ingrassati. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a test neuropsicologici. I test sono stati ripetuti ogni anno per ... (Continua)

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