Il cervello dei maratoneti come una sorta di cannibale che a un certo punto dello sforzo estremo comincia a mangiare sé stesso. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Nature Metabolism da un team dell’Università dei Paesi Baschi.
Al calo di glucosio che si verifica a causa dello sforzo prolungato di una maratona, il cervello risponde cominciando a consumare mielina per ricavare l’energia necessaria al suo funzionamento. La mielina è una guaina composta da lipidi e proteine che avvolge le fibre nervose del cervello per proteggerle. Com’è noto, la sua carenza è associata a una serie di malattie neurologiche, fra cui la più nota è la sclerosi multipla.
I ricercatori spagnoli, guidati da Pedro Ramos-Cabrer, Alberto Cabrera-Zubizarreta e Carlos Matute, hanno studiato i cervelli di dieci maratoneti (otto uomini e due donne) con scansioni cerebrali effettuate prima e dopo la corsa di una ...
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