L’anticorpo monoclonale prasinezumab sembra in grado di rallentare la progressione dei segni motori nei pazienti colpiti da Parkinson. A evidenziarlo è uno studio dell’Università di Exeter pubblicato su Nature Medicine.
Prasinezumab agisce legando l’alfa-sinucleina aggregata, consentendone la degradazione. L’alfa-sinucleina patologica è considerata il segno distintivo della malattia di Parkinson e diverse linee di evidenza suggeriscono un ruolo degli aggregati di alfa-sinucleina, e della loro propagazione tra i neuroni, nella patogenesi della progressione della malattia di Parkinson.
Nello studio di fase 2 Pasadena non è stato raggiunto l’endpoint primario, ma alcuni soggetti trattati con il farmaco hanno comunque mostrato una progressione più lenta dei segni motori rispetto ai partecipanti trattati con placebo.
«La somma Mds-Updrs delle parti I + II + III è una misura globale ...
(Continua)
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