Utilizzare due anti-aggreganti piastrinici aiuta la buona riuscita di un intervento coronarico percutaneo (PCI) per il posizionamento di uno stent. La combinazione di aspirina a basse dosi e di un inibitore del recettore P2Y12 costituisce la terapia ideale dopo un'operazione del genere.
A confermarlo è una revisione pubblicata su Jama dal cardiologo Emmanouil Brilakis e dai suoi colleghi dello University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas.
Per rivascolarizzare i vasi coronarici in caso di angina stabile e di sindrome coronarica acuta (ACS), l'intervento coronarico percutaneo è la strategia terapeutica d'elezione. Le complicanze in genere si riferiscono a rischio di re-stenosi e di formazione dei trombi.
I medici americani hanno lavorato sugli studi pubblicati sull'argomento fra il 2000 e il 2013, scremando fra le 6852 pubblicazioni trovate fino a includere 91 ...
(Continua)
leggi la 2° pagina
Questa pagina è stata letta
335829 volte