Coronavirus, utile anche raloxifene

Altro farmaco potenzialmente utile nella lotta a Covid-19

Un farmaco utilizzato per la cura dell'osteoporosi sembra efficace nel contrasto al virus Sars-CoV-2. Si chiama raloxifene e fa parte dei farmaci definiti “modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni” (SERMs, selective estrogen-receptor modulators).
Il consorzio europeo “Exscalate4CoV” ne sta valutando la potenzialità terapeutica contro Sars-CoV-2 e ha ribrevettato il farmaco per la nuova indicazione (uso universalistico).
Le potenzialità del farmaco sono state individuate grazie allo screening virtuale realizzato su oltre 400mila molecole. Delle 7mila molecole promettenti, 100 si sono dimostrate attive in vitro, mentre solo 40 hanno dimostrato di poter contrastare il virus su cellule animali. Di queste, raloxifene è apparsa la più promettente grazie alla sua capacità di ostacolo alla replicazione delle cellule infette.
Il farmaco ha fra i suoi vantaggi l'estrema tollerabilità, la sicurezza e il profilo tossicologico consolidato.
Al centro del progetto c'è “Exscalate” (exascale smart platform against pathogens), piattaforma di supercalcolo intelligente (una delle più potenti al mondo) che sfrutta una “biblioteca chimica” di 500 miliardi di molecole.
Lo scopo del consorzio è individuare i farmaci più sicuri e promettenti per un'applicazione immediata sulla popolazione. In seconda istanza, l'obiettivo è trovare molecole in grado di inibire la patogenesi del coronavirus per contrastare i contagi futuri.
«Con “Exscalate4Cov” la Commissione Europea ha voluto creare un nuovo modello per contrastare le epidemie — ha detto Andrea Beccari, ricercatore e responsabile del progetto —. La Commissione ha messo insieme le eccellenze europee lungo tutta la filiera dal supercalcolo, dalla capacità di calcolo garantita dai supercalcolatori come Cineca in Italia, alle Università, Centri di ricerca, alla clinica e all'ente regolatorio Ema (Agenzia europea per i medicinali), al fine di garantire un accesso veloce e universalistico alle potenziali cure».

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