(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Lo studio ha guadagnato la copertina della rivista “Current Biology”, che ad esso dedica un importante articolo. L'aprassia si manifesta nel 50% dei casi di ictus all'emisfero sinistro del cervello e in percentuale minima nei casi in cui è colpito l'emisfero destro. Chi ne soffre, hanno evidenziato i ricercatori delle due strutture romane, non riesce a riconoscere i suoni prodotti dalle azioni umane, come i passi di una persona che cammina o gli applausi.
Difficoltà che sembrano essere in stretta relazione anche con quella di eseguire proprio quelle azioni. Il deficit, infatti, non si manifesta quando si tratta di riconoscere suoni associati ad azioni non compiute da esseri umani, come il ruggito di un leone o il volo di un elicottero. L'aprassia, inoltre, può colpire in maniera selettiva una determinata parte del corpo, come gli arti, rendendo difficile la comprensione dei suoni prodotti, come appunto i passi, o la bocca, con l'incapacità di riconoscere il rumore provocato da chi mangia patatine o da chi lancia un bacio. Lo studio ha anche consentito di identificare le regioni cerebrali implicate in questi disturbi. Se la lesione è nelle strutture parietali, si manifestano difficoltà soltanto nel riconoscimento dei suoni legati ad azioni degli arti. Se invece vengono lese le strutture frontali, la difficoltà si estende anche ai suoni provocati dalla bocca.
Le indicazioni emerse dalla ricerca italiana potranno avere ricadute importanti sul piano clinico e applicativo. Il test messo a punto dai ricercatori in questo studio, il riconoscimento delle azioni tramite l'udito, può infatti rappresentare un nuovo strumento neuropsicologico per la diagnosi dei disordini dell'azione in pazienti neurologici e, soprattutto, per lo sviluppo di trattamenti riabilitativi delle funzioni percettive, motorie e cognitive, come si legge in una nota. I risultati ottenuti integrano quelli di precedenti studi sull'aprassia svolti dagli stessi ricercatori: si è messo in luce, insomma, un altro aspetto, prima sconosciuto, delle difficoltà gestuali e comunicative nella vita quotidiana e lavorativa del paziente aprassico. La ricerca, che si è avvalsa dei finanziamenti del ministeri dell'Università e della Salute, è durata tre anni ed è stata condotta dalla Sezione di neuropsicologia della Fondazione Santa Lucia, prendendo in esame pazienti ricoverati in questa struttura di riabilitazione neuromotoria dopo un ictus.
La speranza è che presto la scienza medica riesca a disporre di armi efficaci contro l'invalidante disturbo dell'aprassia.



Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante