(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) della Città della Salute e della Scienza e dell'Università degli Studi di Torino, co-autore dello studio e presidente della Sindem, "questi risultati aprono nuove prospettive per lo sviluppo di terapie non farmacologiche personalizzate e, in vista dell'introduzione dei nuovi farmaci attualmente in corso di sperimentazione, per terapie complementari efficaci e prive di controindicazioni. Saranno pertanto necessari ulteriori studi multicentrici di Fase 2/3 per confermare la validità clinica di questo nuovo approccio terapeutico e per definire meglio i suoi meccanismi d'azione".
La stimolazione magnetica è una terapia non invasiva, indolore e priva di effetti collaterali. Si utilizzano impulsi magnetici molto brevi e intensi che, mirati a una precisa area del cervello, consentono di stimolare una debole risposta elettrica. Impercettibili per i pazienti, gli impulsi vanno ad attivare i neuroni producendo l’effetto desiderato.
Notizie specifiche su: Alzheimer, sintomi, cognitivo, 08/04/2025 Andrea Sperelli


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