(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) successo la malattia dobbiamo intervenire con farmaci disinfiammanti”.
Farmaci che sono per lo più topici o sistemici. Mentre i primi sono indispensabili e comportano un’applicazione locale di creme e pomate i secondi vengono utilizzati in aggiunta ai topici nei casi più gravi e prevedono l’assunzione di farmaci per via orale. “I dermocosmetici, invece – ha aggiunto - nel trattamento dell’acne, sono di ausilio ma utilizzati da soli non servono a risolvere il problema. Creme solari, fondotinta o detergenti specifici per chi ha problemi di acne, se non utilizzati insieme alla cura farmacologia servono veramente a poco” aggiunge l’esperto. Come dire che sicuramente non basta andare al mare e utilizzare una crema protettiva specifica per l’acne per guarire una volte per tutte dal problema. Quindi detersione, cosmetici e fotoprotezione sono dei validi ausili, ma non la soluzione.
Novità anche sul fronte del trattamento delle cicatrici derivanti dall’acne. Quali sono in questi casi i rimedi? “La prima raccomandazione – ha sottolineato Monfrecola - è quella di non trascurare mai l’acne ed evitare quindi la formazione della cicatrice. Quando si è già di fronte al fatto compiuto, le soluzioni dipendono dall’entità dalla cicatrice. Se è lieve-moderata, oltre che con i classici peeling chimici, da qualche mese possiamo intervenire con il needling, una nuova tecnica in arrivo dal Sud Africa e praticata da pochi mesi in Italia solo in alcuni centri specializzati, come la clinica dermatologica della nostra università.
Si tratta di una metodica che prevede l’utilizzo di una sorta di bastoncinio, alla cui sommità è collocata un rullo con circa 200 microaghi lunghi poco più di 1 mm. Il paziente è sottoposto a una lieve anestesia locale, e il rullo vien passato più volta sulla zona da trattare. L’infissione di questi microaghi crea migliaia di microfori che favoriscono la produzione di nuovo collagene e quindi l’eliminazione o la forte attenuazione della cicatrice. Nei casi più gravi, l’unica soluzione resta invece quella della dermoabrasione, tramite tecniche di chirurgia plastica che prevedono la rimozione di diversi starti di pelle. Si tratta purtroppo di una tecnica piuttosto invasiva con un decorso piuttosto lungo di circa tre settimane.
Da ricordare infine – ha concluso l’esperto - che l’acne è un problema spesso sottovalutato. Le conseguenze psicologiche e non di questo problema sono spesso devastanti. E in effetti questa tesi è confermata da alcuni studi condotti negli ultimi anni sull’incidenza di varie patologie sulla qualità della vita, che hanno messo sullo stesso piano l’acne con il diabete e la sclerosi multipla”.



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