(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) caso, lo studio ha valutato il tempo passato davanti alla televisione di oltre 1300 bambini fra i 2 anni e mezzo e i 4 anni e mezzo. Uno degli autori dello studio, Linda Pagani, spiega: “sapevamo già che esiste un'associazione tra l'esposizione televisiva in età prescolare e il grasso corporeo dei bambini intorno ai 10 anni, ma questo è il primo studio a descrivere con precisione questa associazione. Abbiamo trovato, per esempio, che a due anni e mezzo ogni ora di Tv a settimana corrisponde a una diminuzione di circa un terzo di centimetro che un bambino è in grado di saltare in lungo”.
Sulle pagine dell'International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Actvity, la coordinatrice della ricerca Caroline Fitzpatrick commenta: “il perseguimento dello sport da parte dei bambini dipende, in parte, dalla loro competenza atletica percepita. Di conseguenza, la capacità di fare sport durante l'infanzia può promuovere la partecipazione alle attività sportive in età adulta”.
Ogni ora passata a guardare la televisione si traduceva in un aumento di mezzo millimetro in più della dimensione del girovita dei bambini di 4 anni rispetto a quello dei bambini di 2 anni, evidenziando così la pessima influenza di cattive abitudini protratte nel tempo.
Un'altra ricerca, pubblicata su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, ha evidenziato al contrario gli effetti della riduzione dell'uso di televisione e computer da parte dei bambini sull'indice di massa corporea. L'indice di massa corporea (Bmi), calcolato come il rapporto tra il peso corporeo e l'altezza al quadrato, viene considerato un fattore di rischio per lo sviluppo della condizione di soprappeso nei bambini, ormai divenuto un problema dilagante nella società occidentale.
La ricerca è stata condotta su 70 bambini dai quattro ai sette anni, con Bmi uguale o superiore al 75 per cento, che vedevano la televisione o giocavano con il computer almeno 14 ore a settimana. Le famiglie appartenenti al gruppo di intervento hanno accettato che si applicasse un dispositivo automatico ad ogni televisione, video-game, lettore Dvd e altro della loro casa e ad ogni membro della famiglia è stato consegnato un codice individuale per poter accedere ad ogni apparecchio. In questo modo, lo staff di ricerca poteva ridurre gradualmente il tempo che i bambini passavano davanti allo schermo. D'altra parte, i bambini venivano incentivati con una paghetta per ogni mezz'ora di rinuncia in più, e i genitori erano incaricati di lodare gli sforzi dei figli e di impegnarsi in attività alternative.
I bambini del gruppo di controllo, invece, venivano incentivati con una paghetta a ridurre da soli le ore davanti allo schermo, mentre ai loro genitori veniva suggerito un comportamento simile a quello del gruppo di intervento. Ebbene, dopo 24 mesi i bambini del gruppo di intervento avevano ridotto il loro tempo seduti di ben 17,5 ore per settimana con un graduale decremento del Bmi mentre i bambini del gruppo di controllo hanno ridotto il tempo davanti alla Tv di 5,2 ore per settimana con un iniziale aumento e successiva riduzione del Bmi. Ciò dimostra, secondo i ricercatori, che l'uso della Tv e del computer da parte di ragazzi può essere modificato usando una tecnologia che fornisca ai genitori un controllo sul tempo dei propri figli dando loro l'opportunità di cambiare il proprio comportamento.
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26/11/2013 Andrea Sperelli


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