(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) apparecchi acustici oggi sono perfettamente in grado di compensare un ampio spettro di ipoacusìe, dal grado lieve al profondo, per poi lasciare il posto alle protesi impiantabili a stimolazione elettrica (impianti cocleari) nei casi in cui i residui uditivi non siano convenientemente sfruttabili con una normale stimolazione acustica.
Esistono diversi tipi di ipoacusìa:
1) Trasmissiva
E' presente un danno nell'orecchio esterno o in quello medio, cioè in quelle parti dell'orecchio che sono preposte alla trasmissione meccanica del suono. I soggetti affetti da questo tipo di perdita percepiscono i suoni più bassi, affievoliti. Hanno la sensazione di avere le orecchie tappate e parlano a voce bassa perché la sentono insolitamente forte.
2) Neurosensoriale
Riguarda l'orecchio interno, che diventa incapace di trasformare le vibrazioni sonore in impulsi nervosi corretti. I soggetti affetti da questo tipo di ipoacusìa “sentono senza capire,” non riconoscono il significato dei suoni.
3)Mista
Si verifica quando la lesione colpisce contemporaneamente l'orecchio medio e l'orecchio interno. Con questo tipo di perdita gli effetti delle due perdite precedenti si sommano. 4) Centrale
Le aree di decodifica e integrazione dei messaggi sonori sono situate nella corteccia cerebrale. A volte, i suoni inviati dall'orecchio, pur raggiungendo questo organo, non vengono correttamente interpretati. In questo caso, si parla di ipoacusìa centrale.
I disturbi dell'udito sono molto più diffusi di quanto si creda. Ne soffre circa il 12% della popolazione. In Italia, si calcola che vi siano circa 7 milioni di persone con problemi di udito, soprattutto tra gli anziani.
Sono più di mezzo milione le persone adulte con sordità grave invalidante e conseguente handicap di rilevanza sociale e oltre mille i bambini che nascono ogni anno con sordità congenita e quindi tale da ostacolare gravemente lo sviluppo e l’uso del linguaggio, l’integrazione nella scuola e nella società.
I sintomi più comuni presenti nel paziente che accusa una graduale ipoacusìa sono:
1) Necessità di farsi ripetere parole e frasi
L'ipoacusico perde parole e frasi perché non le capisce o le confonde o perché avverte, nello stesso tempo, il potenziamento dei rumori nelle basse frequenze (elettrodomestici, traffico, ecc.), che diventano fastidiosi.
2) Difficoltà a comprendere un discorso in circostanze particolari
Per esempio se più persone parlano insieme o se una conversazione avviene nel traffico.
3) Errori di comprensione nella conversazione
Le parole sono composte sia da tonalità gravi, come ad esempio le vocali, sia da frequenze acute, contenute soprattutto in alcune consonanti. I primi a non essere sentiti sono i toni alti.
4) Necessità di alzare il volume della televisione
5) Tendenza ad alzare anche il volume della voce
L'abbassamento della capacità uditiva è oggetto di studi molto approfonditi. Dalle ricerche effettuate fino ad oggi emergono diversi fattori che concorrono alla perdita parziale o totale dell'udito:
1) Età
A livello mondiale, statistiche alla mano, emerge che il processo d'invecchiamento umano è sicuramente una delle cause più importanti che porta a deficit uditivi più o meno gravi. Una percentuale elevata, pari a circa il 30% della popolazione oltre i 65 anni, soffre di questo disturbo, che risulta essere tra i più comuni della terza età.
2)Rumore
Il rumore è la prima causa d'invalidità professionale. A farne le spese è in primo luogo l'udito.
3) Ereditarietà
Circa un terzo dei deficit uditivi presenti dalla nascita si deve a fattori ereditari. Imputato è un gene, la connexina 26. Se in famiglia ci sono casi d'ipoacusìa, esistono molte probabilità che questa si trasmetta ai figli.
4) Infezioni
Diverse malattie da batteri e da virus (scarlattina, rosolia, meningite e altre) possono danneggiare l'orecchio e provocare perdite d'udito più o meno gravi. Anche l'otite, malattia frequente soprattutto nell'infanzia, se trascurata, può causare importanti ipoacusie
5) Farmaci, alcool, fumo
E' accertato che alcuni farmaci e alcune sostanze quali l'alcool e il fumo possono esercitare un'azione nociva sull'organo dell'udito e sono infatti definiti ototossici.
Sono molti coloro che, per pigrizia o sfiducia, rimandano per anni la decisione di intervenire sul proprio problema di udito. E l’ipoacusìa, come molte altre patologie, se trascurata, con il tempo tende a progredire. Prima si interviene e maggiori sono le possibilità di miglioramento, perché solo continuando a stimolare il cervello con messaggi sonori, si conserva integra la facoltà di capire i suoni e le parole, e si può sfruttare al massimo l'udito residuo.
Il primo passo da fare è un controllo dell'udito, sulle cui basi si può successivamente valutare la necessita di adottare un apparecchio acustico.
In caso di cali di udito, è essenziale fare subito un controllo, consultando uno specialista Audiologo o Otorinolaringoiatra oppure rivolgendosi a Centri Specializzati per le analisi delle capacità uditive. L'esame audiometrico è un test assolutamente indolore e di breve durata, effettuato con tecnologie all’avanguardia. Il paziente è invitato a riconoscere differenti suoni emessi elettronicamente a vari livelli di intensità; al termine di queste prove ottiene una mappatura completa (audiogramma) della sua capacità uditiva, che indica in quale grado è presente una perdita di udito. Sulla base dei risultati dell’esame audiometrico, integrati da test più specifici, si può valutare attentamente l’opportunità di ricorrere ad un apparecchio acustico.
L'apparecchio acustico rappresenta la soluzione per una gran parte delle ipoacusie. I formidabili progressi delle tecnologie elettroniche hanno infatti condotto non solo all'invisibilità dell'apparecchio, ma anche e soprattutto, a risultati sorprendenti nella qualità sonora. La miniaturizzazione dei componenti permette ai circuiti elettronici di svolgere in pochi millimetri milioni di funzioni, paragonabili a quelle di un grande computer, offrendo prestazioni impensabili fino a poco tempo fa.



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