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alla 1° pagina..) agli effetti dell'esposizione solare. Le cellule che popolano quest'area del derma, i fibroblasti papillari, sono uniche, diverse dai fibroblasti reticolari del derma più profondo. Producono più collagene, più elastina. Il loro potenziale di crescita, però, diminuisce con l'età e con l’esposizione ai raggi Uv. Per preservare la loro funzionalità, e con essa la giovinezza della pelle, bisogna prendersi cura di questa piccola porzione del derma".
Alcune cellule specifiche presenti nel derma papillare (i fibroblasti papillari) producono e distribuiscono delle molecole che possono essere considerate la fonte di giovinezza della pelle. Queste molecole sono fattori in grado di propagarsi quali fattori di crescita che si legano ai recettori delle altre cellule cutanee (i cheratinociti epidermici, i fibroblasti del derma reticolare, i costituenti della giunzione dermo-epidermica) e ne stimolano la crescita, la moltiplicazione e le funzioni di protezione. Sotto l’effetto delle molecole prodotte dalle cellule del derma papillare, si creano:
- nuove cellule nel derma (cheratinociti);
- nuove fibre nel derma (pro-collagene I, fibrillina);
- nuovi scambi vitali nella giunzione dermo-epidermica (tramite il collagene II, la laminina V).
La scoperta dei ricercatori Vichy, per la quale sono stati necessari più di 10 anni è uno zucchero 'verde', estratto da alcune piante che crescono in Brasile, che si è dimostrato in grado di rallentare il processo che subiscono i fibroblasti papillari nel tempo. Il Rhamnose, già noto per le sue proprietà farmacologiche, è stato scelto fra oltre 50 molecole anti-età testate su modelli di pelle umana ricostruita in laboratorio, proprio in virtù della sua capacità di agire sul derma papillare e di riattivarlo. “Ed è così stato testato in sette studi clinici e 2 studi in vivo. I test hanno dimostrato come il Rhamnose, a una concentrazione del 5%, agisca contro diversi tipi di rughe, anche quelle della fronte, più difficili da trattare, già dopo due settimane. Gli effetti si intensificano dopo due mesi. Test di valutazione dell’efficacia e della tollerabilità sono stati condotti su 800 donne in tutto il mondo e su oltre 2000 donne in Italia”.
Una buona notizia per offrire una soluzione al problema rughe, che rappresentano anche un disturbo dei rapporti con se stessi e con gli altri, come dimostrano i risultati di un'indagine secondo la quale
la tolleranza per le rughe è buona nel contesto familiare ma, in tutti gli altri casi, minacciano la stima e la sicurezza in se stessi.
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25/10/2013
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