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alla 1° pagina..) di AAV2 è stata accertata nel 93% dei casi del primo gruppo contro il 3,5% del gruppo di controllo.
Nei 13 bambini infettati da AAV2 sono state rilevate coinfezioni con virus helper (Epstein-Barr o herpesvirus gruppo HHV-6) in grado di promuovere la replicazione di AAV2. Negli altri due studi Emma Thomson della London School of Hygiene and Tropical Medicine e Judith Breuer, virologa all'University College London, riportano risultati simili dal Regno Unito.
Il primo gruppo di ricerca britannico ha scoperto l’AAV2 in 26 casi su 32 rispetto al 7% dei controlli, mentre il secondo lo ha rivelato in 27 casi su 28. Resta comunque da chiarire il ruolo svolto da AAV2 nell’epatite acuta grave.
Secondo i ricercatori, infatti, c’è un altro tassello da considerare. Servirebbe anche una variante specifica di un gene ospite chiamato antigene leucocitario umano o HLA per rendere le vittime suscettibili alla grave forma di epatite.
In un articolo di accompagnamento, Frank Tacke, epatologo ai Campus Charité Mitte e Virchow-Klinikum di Berlino, scrive: «L'ondata di epatite nella primavera del 2022 ha coinciso con il rilassamento mondiale delle misure contro il Covid-19. E la tempistica dell'epidemia potrebbe essere spiegata dal fatto che i bambini sono stati improvvisamente esposti a un'elevata carica virale oppure avevano una maggiore suscettibilità a virus altrimenti innocui».
Fonte: Nature 2023. Doi: 10.1038/s41586-023-05949-1
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28/04/2023 Andrea Sperelli
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