(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di real life, il beneficio clinico è apparso omogeneo in tutti i sottogruppi, con risultati particolarmente incoraggianti nei pazienti con tumore positivo per delezione dell’esone 19 (Del19), nei quali il tempo mediano in terapia è stato di 30,3 mesi, ed anche nei pazienti asiatici, nei quali il tempo mediano in terapia è stato di 46,7 mesi. La sopravvivenza complessiva (OS) a 2 anni e a 2 anni e mezzo è stata rispettivamente del 78,9% e del 68,8%.
Dei pazienti compresi in questo studio, il 15,3% presentava un performance status scaduto (definito come performance status sulla scala ECOG ≥2), all’avvio della terapia con afatinib, un livello per cui normalmente i pazienti sono esclusi dal partecipare a studi clinici.
Pur essendo osimertinib un efficace trattamento di prima linea, c’è una carenza di opzioni terapeutiche con inibitori tirosin-chinasici approvate per le linee di trattamento successive e molti pazienti devono passare alla chemioterapia, a seguito del fallimento terapeutico con osimertinib. I risultati indicano che la strategia terapeutica sequenziale con afatinib e osimertinib potrebbe offrire benefici clinici protratti nel tempo per un numero considerevole di pazienti, prolungandone il periodo di trattamento senza chemioterapia.
“Avendo a disposizione sempre più opzioni terapeutiche mirate, è importante capire l’impatto sulla sopravvivenza dei pazienti di più linee di trattamento con queste terapie target”, ha commentato il Dottor Maximilian J. Hochmair, Oncologo Medico del Dipartimento di Medicina Respiratoria e Terapia Intensiva dell’Ospedale Otto Wagner e coordinatore dello Studio. “I risultati di GioTag dimostrano che la terapia sequenziale con afatinib e osimertinib è un’interessante strategia per i pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni EGFR, che offre a molti di loro benefici clinici protratti nel tempo, con l’importante vantaggio di allungarne il periodo di tempo che riescono a trascorrere senza dover fare ricorso alla chemioterapia”.
La Dottoressa Victoria Zazulina, Responsabile Mondiale Oncologia Tumori Solidi, Medica, di Boehringer Ingelheim, ha dichiarato: “Abbiamo visto in una recente indagine mondiale, i cui risultati sono stati presentati all’ultimo Congresso Mondiale sul Tumore Polmonare (WCLC), che molti clinici ritengono di non disporre di informazioni sufficienti per prendere decisioni su come ottenere il massimo dalle terapie mirate esistenti per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni EGFR; in assenza di dati da studi randomizzati, le evidenze di vita reale possono aiutare a improntare le decisioni terapeutiche. GioTag è il primo studio internazionale nel tumore polmonare non a piccole cellule, positivo per mutazioni EGFR, a valutare la sequenza di terapie mirate, per come viene adottata nella pratica clinica. Questi risultati forniranno maggiori conoscenze sull’impiego degli inibitori tirosin-chinasici dell’EGFR, guardando oltre la prima linea, per massimizzare i benefici complessivi di lungo termine delle terapie ad hoc nel tumore polmonare non a piccole cellule”.
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22/10/2018 Arturo Bandini

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