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alla 1° pagina..) screening farmacologico mirato. Su due casi clinici specifici ha fornito agli oncologi medici un'informazione mai disponibile prima: conoscere in anticipo, cioè prima dell’inizio della terapia, la sensibilità del tumore a un pannello di 20-30 farmaci e selezionare quelli che mostravano maggiore efficacia. Una donna affetta da tumore ovarico e un uomo con tumore gastrico, entrambi con malattia molto avanzata e recidive comparse dopo varie linee terapeutiche, hanno beneficiato della terapia più appropriata. L’analisi molecolare su organoidi tumorali, strumento della medicina di precisione e cure personalizzate, offre innumerevoli vantaggi sia sul piano dell’appropriatezza delle cure che della sostenibilità. Testare i farmaci su organoidi tumorali evita la somministrazione al paziente di terapie che potrebbero rivelarsi inefficaci, e consente un notevole risparmio economico al Sistema Sanitario.
Gli organoidi possiamo paragonarli ad avatar tumorali, che ottimizzano la ricerca per una medicina sempre più personalizzata e di precisione. Si tratta infatti di vere e proprie “librerie di memoria” del paziente che vengono “interrogate”, mediante screening farmacologici, per individuare la terapia migliore da somministrare ai pazienti con malattia oncologica avanzata e che hanno sviluppato resistenza a tutte le linee terapeutiche standard.
“A due pazienti complessi, discussi al Molecular Tumor Board, è stato prelevato del tessuto tumorale – spiega Giovanni Blandino, Direttore della Unità di Ricerca Oncologica Traslazionale IRE. – Il tessuto è stato coltivato per alcune settimane in provetta in condizioni favorevoli alla generazione di organoidi. Questi sono stati sottoposti all’attività di farmaci sia classici chemioterapici che a bersaglio molecolare. I risultati sono stati sorprendenti. I clinici oncologi hanno avuto una informazione attendibile sulla sensibilità dei rispettivi tumori ai vari farmaci testati, prima di iniziare la terapia sul paziente. Una volta concluse le indagini molecolari gli organoidi possono essere conservati nella bio-banca IRE, per una successiva sperimentazione”.
“Si tratta – conclude Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE - di un approccio altamente innovativo in linea con la missione traslazionale della nostra ricerca che va dal letto del paziente, al laboratorio per poi ritornare al letto del paziente. Al workshop internazionale, si discute proprio di come gli organoidi stiano aprendo nuove strade alla comprensione della resistenza ai farmaci, sviluppo di metastasi e interazione tra tumore e sistema immunitario. Un’occasione importante per favorire collaborazioni internazionali e stimolare nuovi approcci traslazionali, con l'obiettivo di accelerare il passaggio dalla ricerca preclinica alla clinica e a soluzioni terapeutiche sempre più personalizzate”.
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23/09/2024 Andrea Sperelli
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