(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) condizioni ginecologiche. La visita ginecologica dovrebbe avere inoltre finalità di screening e prevenzione e fornire consigli per abitudini di vita più corrette (abuso di fumo, alcool, dieta). Tale occasione è utile anche per insegnare la tecnica della "autopalpazione" della ghiandola mammaria, uno dei più efficaci metodi di screening di massa ad oggi conosciuti e spesso sottovalutato.
L'importanza della visita è inoltre quella di rassicurare l'adolescente di essere di fronte a fenomeni del tutto fisiologici, normali, e darle la sensazione che anche i disturbi tipici dell'età (sbalzi di umore, dolori e/o irregolarità mestruali, acne, peluria) possono essere trattati e, comunque, ricevere la giusta considerazione in un contesto dedicato.
La visita ginecologica, ovviamente, non avviene come per la donna adulta. Le bambine vengono visitate "ispettivamente", cioè solo esternamente, e con una palpazione dell'addome. Qualora si sospettasse la presenza di qualche patologia, potrebbe rendersi necessaria una palpazione per via rettale. In nessun caso vengono eseguite manovre invasive a livello dei genitali. Nel caso in cui si renda necessario un esame più approfondito per la valutazione degli organi genitali interni sotto visione diretta, si programma una visita in narcosi, che viene eseguita in Camera Operatoria con strumenti endoscopici delicati.
C'è comunque un mezzo diagnostico validissimo, l'ecografia, per la valutazione degli organi pelvici: utero e ovaie vengono generalmente tenute sotto controllo grazie a questa metodica diagnostica che non è invasiva, non fa male, non produce effetti collaterali e può essere ripetuta più volte senza controindicazioni.
Le patologie sono soprattutto di natura infettiva, malformativa, traumatica e funzionale. A ciò si aggiunge la patologia mammaria (rara in questa fascia d'età, ma pur sempre in grado di generare apprensione). L'intervento chirurgico è indicato in meno del 5% di tutte le pazienti. Patologia infettiva-infiammatoria e sinechie delle piccole labbra sono i più frequenti motivi di ricorso all'ambulatorio nella fascia d'età sotto i 10 anni. Si tratta di banali problemi legati a non corretta gestione dell'igiene locale e a mancanza di estrogeni a livello della mucosa vulvare, ma che, se non diagnosticati e trattati in maniera adeguata, possono avere conseguenze anche importanti sulla salute e sulla futura vita riproduttiva. Ci sono poi bambine che si sottopongono a visita ginecologica per problemi di pubertà precoce, che richiedono un corretto inquadramento diagnostico, generalmente condotto d'intesa con gli endocrinologi, o per problemi malformativi e/o genetici che possono richiedere un approccio multispecialistico.
Una considerazione a parte meritano le condizioni che vengono erroneamente ritenute ginecologiche e che, invece, sono da attribuire ad altre condizioni patologiche. Solo uno specialista attento alla bambina nel suo insieme può rendersi conto di tali situazioni; è per questo che la visita ginecologica è sempre preceduta da un'anamnesi attenta alla valutazione di molti aspetti: dalla funzionalità intestinale agli eventuali sintomi urinari, alla presenza di allergie o di segni di altre condizioni croniche.
Cisti ovariche e irregolarità mestruali sono i motivi più comuni di richiesta di visita. Tutte e due le condizioni possono considerarsi frutto di anomalie nella regolare funzionalità ormonale, tipica dell'età. Soprattutto le cisti ovariche, portate alla "ribalta" dall'uso sempre più diffuso dell'ecografia, devono essere sempre valutate con particolare attenzione: solo una minima parte necessita, in questa fascia d'età, di un trattamento chirurgico, trattandosi di problemi funzionali che nel giro di breve tempo scompaiono spontaneamente. Ma tutte e due le condizioni sono da tenere sotto controllo, da monitorare, perché nei "grandi numeri" ci sono anche quelle che non derivano da un'eccessiva stimolazione ovarica.
Uno dei compiti più difficili è proprio quello di risultare tempestivi nella diagnosi, ma anche sufficientemente rassicuranti con le famiglie, che difficilmente però accettano di convivere con "qualcosa che non va"; e spesso finiscono per sollecitare trattamenti inappropriati, mentre la sola attesa è spesso sufficiente per la risoluzione del problema. Anche una parte della patologia malformativa può rendersi evidente in questo gruppo di pazienti per mancata o anomala comparsa dei primi cicli mestruali.
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02/05/2018 Arturo Bandini

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